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domenica 19 ottobre 2025

L'ora di greco

Se la neve è silenzio che scende dal cielo, la pioggia forse è un’interminabile catena di frasi.
Parole che cadono sui marciapiedi, sui tetti dei palazzi di cemento, sulle pozzanghere nere, e rimbalzano.
Lettere della mia lingua madre avviluppate in gocce d’acqua nere.
Tratti dritti e rotondi, punti sfuggenti.
Virgole e interrogativi che si incurvano.
(Han Kang, L'ora di greco)


Dopo Atti e umani e La vegetariana sono tornata alla scrittura elegante e corposa di Han Kang. E una volta di più mi sono resa conto che avvicinarsi ai suoi romanzi non è un’impresa da affrontare a cuor leggero. A dominare sulla pagina, in questo caso, sono la parola e la vista; sono i traumi che ci portiamo dentro e che possono minare la mente e il fisico. In certe immagini mi ha ricordato La vegetariana anche se qui un lieve barlume di luce sembra tremolare in fondo al tunnel…

mercoledì 23 settembre 2020

La vegetariana


In-Hye si lanciò su di lui e lo afferrò per la vita, ma nell'istante in cui la violenza dello schiaffo costrinse mia moglie ad aprire la bocca, lui riuscì a ficcarci dentro il maiale. Yeong-ho, che aveva esaurito la forza nelle braccia, allentò la presa, e mia moglie sputò il pezzo di carne con un ringhio. Un animalesco grido di angoscia proruppe dalle sue labbra.
  
(Han Kang, La vegetariana)


Buon pomeriggio, lettori in pantofole! L'autunno è arrivato e lo inauguro con una nuova recensione. La vegetariana è il primo volume del mio nuovo progetto di lettura #leggerecoreano e un ritorno alla scrittura elegante e corposa di Han Kang. Vi ricordate? Vi avevo già parlato del suo Atti Umani (trovate qui la recensione). Con questo nuovo volume, però, mi sono trovata davanti qualcosa di molto diverso, una storia forte e controversa che ha fatto molto parlare di sé e che si è aggiudicata nel 2016 l'ambitissimo Man Booker International Prize...
 

mercoledì 2 settembre 2020

Leggere coreano



Buongiorno lettori in pantofole, come state? Come procede la vostra settimana? E soprattutto... come state affrontando questo "strano" settembre di rientro? Vi dirò, dalla sottoscritta il mese che ci affacciamo a trascorrere è sempre stato salutato con entusiasmo... ebbene sì al rientro dall'estate sono carichissima, attiva (anche se durerà poco 😂) e ricca di buoni propositi. E al riguardo eccomi qua per presentarvi il mio nuovo progetto di lettura: Leggere coreano, appunto ^^
Ormai lo sapete la Corea è la mia nuova ossessione, mi sto innamorando di quel paese e cercando di conoscerlo il meglio possibile in vista di un futuro (chissà quando...) desiderato viaggio. 

lunedì 29 giugno 2020

Atti umani


Io ti avevo afferrato la mano e ti avevo tirato avanti, verso la testa del corteo, mentre tu mormoravi fra te e te, in preda a una vacua incomprensione: I nostri soldati stanno sparando. Stanno sparando a noi. Ti avevo trascinato verso di loro con tutta la mia forza, cantando a squarciagola mentre tu sembravi sul punto di piangere. Avevo intonato l’inno nazionale insieme a tutti gli altri, il cuore che mi scoppiava. Prima che mi trapassassero il fianco con quel proiettile incandescente. Prima che quelle facce venissero annullate, cancellate dalla vernice bianca.
(Han Kang, Atti umani)


Buongiorno lettori in pantofole e buon inizio di settimana! È un po’ che non ci leggiamo, ma finalmente ho trovato del tempo per tornare a parlare di letture con voi. In particolare vorrei condividere il mio pensiero su Atti umani di Hang Kang, un libro di una potenza e un impatto straordinari che ho avuto la fortuna di scoprire grazie alla lettura collettiva organizzata da @hyangaksoul. Ormai dovreste sapere tutto della mia nuova ossessione per la Corea e devo dire che il profilo e il blog di hyangaksoul (lo trovate qui) sono sempre fonte di informazioni e storie interessanti e utili, se volete scoprire di più su questo paese e la sua cultura vi consiglio davvero una visita.
Ma torniamo a noi, come vi dicevo Atti umani si è rivelata una lettura davvero intensa, soprattutto perché affronta una pagina difficile, atroce della storia coreana, un ferita mai rimarginata…

sabato 3 dicembre 2016

L'INCUBO DI HILL HOUSE

L'occhio umano non può isolare l'infelice combinazione di linee e spazi che evoca il male sulla facciata di una casa, e tuttavia per qualche ragione un accostamento folle, un angolo sghembo, un convergere accidentale di tetto e cielo, facevano di Hill House un luogo di disperazione, tanto più spaventoso perché la facciata sembrava sveglia, con le finestre vuote e vigili a un tempo e un tocco di esultanza nel sopracciglio di un cornicione. 
(Shirley Jackson, L'incubo di  Hill House)

Buon sabato, lettori in pantofole! Oggi torno a parlarvi delle mie letture con un nuovo romanzo di Shirley Jackson. Dopo l'avvincente storia di Abbiamo sempre vissuto nel castello, ho deciso di cimentarmi con L'incubo di Hill House considerato uno dei romanzi più famosi della signora del brivido. Cosa dire, il suo stile e lo humour nero sono come sempre inarrivabili ma, se devo essere sincera, questo libro mi ha colpito meno dell'altro.

venerdì 11 novembre 2016

READ LIKE... A STAR! #4


E se fossero le star (del cinema, del rock, della letteratura) a ispirarci la nostra prossima lettura? Read like... a star! è una rubrica a cadenza casuale che ho ideato quale spunto di lettura per tutti e quale omaggio ai grandi personaggi della cultura internazionale e non.

Buonasera lettori in pantofole, come ve la passate? Qui da me c'è un po' di traffico, è un periodo di crisi generale tra scadenze, ritardi e... ahimè qualche sfiga ^^ Ma passerà anche questo momento (si spera alla svelta!!!), intanto che ne direste di scoprire qualche nuovo consiglio letterario a prova di stella?

He starts to shake and cough just like the old man in that book by Nabokov... Così cantavano negli anni Ottanta i Police, ma c'era un altro musicista britannico che a quei tempi non aveva ancora letto "quel libro di Nabokov". Di chi stiamo parlando? Ma del poliedrico e truccatissimo Robert Smith qui ritratto, per l'appunto, con una copia di Lolita. L'indiscusso leader dei Cure in un'intervista del 1987 sulla fanzine Smash Hits (le fanzine... quanti ricordi!!! ^^) dichiarava appunto che Lolita era l'unico romanzo di Nabokov che ancora non aveva avuto modo di leggere, una lettura inquieta che però si riprometteva di affrontare in un imminente viaggio in aereo. Be' da quel 1987 di acqua sotto i ponti ne è passata ma Smith è sempre sul pezzo e ce lo dimostra il tour di quest'anno che ha portato i Cure in Italia giusto qualche settimana fa... e per quanto riguarda la nostra rubrica? Be', noi abbiamo un romanzo da scoprire ;-) (@Photo Credits: @alcoholidayy).

venerdì 9 settembre 2016

ABBIAMO SEMPRE VISSUTO NEL CASTELLO

Mi Chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott'anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l'anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Constance, Riccardo Cuor di Leone e l'Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della famiglia sono tutti morti.
(Shirley Jackson, Abbiamo sempre vissuto nel castello)

Buonasera lettori in pantofole! Oggi finalmente vi parlo di Shirley Jackson e del suo Abbiamo sempre vissuto nel castello
Annoverata tra le stelle del panorama horror/gotico, la Jackson è stata così omaggiata da Stephen King: «A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce» e dopo aver letto uno dei suoi romanzi, posso affermare di capire il perché... Certo, non mi sono avvicinata a questa autrice partendo dal suo capolavoro riconosciuto, L'incubo di Hill House (che è già in attesa nel mio eReader) ma, complici alcune interessantissime recensioni, mi sono lasciata irretire dalla storia subdolamente sottile e inquietante delle sorelle Blackwood...

mercoledì 22 giugno 2016

ANTEPRIME D'ESTATE: GIUGNO E LUGLIO

Buon pomeriggio lettori in pantofole! In questi giorni sono stata impegnatissima e praticamente sempre fuori casa ^^ Lo so, sono imperdonabile, ho saltato l'appuntamento del lunedì con Le novità in libreria ma sono pronta a farmi perdonare!

E così oggi ho deciso di presentarvi i libri in uscita tra la fine di giugno e inizio luglio che mi hanno in qualche modo colpita e incuriosita. Si sa, i mesi estivi non sono il periodo migliore per le novità editoriali, siamo tutti in vacanza e con montagne di libri in valigia o nell'eReader, le aziende vanno in vacanza e così anche le CE... ma c'è sempre il colpo di coda! E allora guardate quanti bei romanzi sono pronti a "inondare" le nostre librerie e a rendere più fresche e piacevoli le nostre vacanze ^^

Inizio da Hotel del Nord America (uscita 30 giugno) l'ultimo romanzo dell'autore di La tempesta di ghiaccio. Una storia malinconica che ha per mappa e geografia gli alberghi e i motel del Nordamerica.
Adelphi pubblica un mistery firmato Georges Simenon, pubblicato per la prima volta nel lontano 1932. Il passeggero del Polarlys (uscita 30 giugno) è un classico del genere: una misteriosa nave, una bellezza mozzafiato, omicidi e sparizioni... insomma un classico da non perdere.
E continuiamo a parlare di classici perché Sonzogno ripubblica un must della cultura pop, uscito nel 1966. La valle delle bambole (uscita 30 giugno) ci conduce nella New York degli anni Cinquanta dove Anne, Neely e Jennifer lottano per realizzare i propri sogni. Un romanzo "scandaloso" per l'epoca ma anche un ritratto ironico e disincantato della vita al femminile negli anni del dopoguerra.
E per finire un giallo tutto italiano. Una perfetta geometria (uscita 30 giugno) coniuga personaggi ironici e disincantati a un intreccio di tutto rispetto: un omicidio, una setta religiosa e un vecchio amore tornato per stravolgere la vita dell'ex commissario Panatta.

Direi che con questo è tutto. Allora, che ne dite? Vi ho dato qualche suggerimento dell'ultimo minuto prima di partire per le ferie? Spero proprio di sì ^^ Di seguito come sempre tutte le info sui volumi:

lunedì 13 giugno 2016

LE NOVITÀ IN LIBRERIA #150


Le novità in libreria è una rubrica a cadenza settimanale che ho creato con lo scopo di parlarvi degli ultimi arrivi sugli scaffali delle nostre librerie. Ogni lunedì vi sottoporrò una scelta tra quelli che più mi hanno colpito.



Buonasera lettori in pantofole! Post veloce, ve lo prometto, vi lascio al calcio e agli europei ^^ Ma ci tenevo a presentarvi tre nuovi titoli per la rubrica del lunedì... e allora eccomi qua!
Inizio con Notti in bianco, baci a colazione, uscito giusto qualche settimana fa. Un romanzo semplice come la vita di ogni giorno che racconta di scarpe da allacciare, di trecce da fare e disfare, di baci a tutte le ore. Matteo Bussola racconta la paternità e lo fa con tanta ironia ma anche tanta dolcezza. E per restare in tema di dolcezze, ecco in arrivo La principessa che imparò a volare, un romanzo per ragazzi che racconta la straordinaria amicizia tra una ragazzina e Bree, una puledra orfana di madre.
E termino con George Simenon. Adelphi ripubblica Il piccolo libraio di Archangelsk. La provincia francese, una giovane donna appariscente, un libraio appassionato di francobolli e un'inattesa scomparsa... 
Allora cosa ne pensate? Di seguito come sempre vi lascio i dati dei volumi e buona partita!

sabato 4 giugno 2016

CASE INFESTATE: 4 ROMANZI DA PAURA!

Buon sabato lettori in pantofole e buon weekend! Quanti di voi da bambini non sono rimasti affascinati e allo stesso tempo terrorizzati dai racconti di dimore infestate da terribili e inquietanti fantasmi? Ed ecco che mi è venuta l'idea per questo post... No, non è vero, ma faceva atmosfera che dite? ^^ In realtà il progetto di scrivere questo post è maturato nel tempo ed è iniziato con la lettura di Il diario di Ellen Rimbauer (qui la mia recensione). Il romanzo, ispirato alla serie TV scritta e diretta da King, alla fine non mi aveva convinta del tutto ma l'idea dell'imponente e inquietante dimora mi ha spinto a cercare altri romanzi che dei luoghi abbandonati o infestati hanno fatto il centro propulsore delle proprie trame.
Da qui è nata una wishlist parallela che mi sto tenendo buona per l'estate e per la quale devo ringraziare Goodreads ovviamente ^^ ma anche il blog di Sophie che mi ha fatto conoscere un romanzo in particolare tra quelli qui proposti.
E allora eccoli qua i 5 romanzi pronti a tenervi incollati alla pagina... ma con l'occhio sempre pronto in cerca di una via di fuga ^^ Siete pronti per una lettura da brivido?

martedì 12 febbraio 2013

Zia Mame


Davanti a noi si era materializzata una bambola giapponese. Aveva i capelli cortissimi, con una frangetta tagliata dritta che arrivava a lambire l'arco, molto accentuato, delle sopracciglia. Il suo abito di seta terminava in un lungo strascico a ricami d'oro. Anche le pantofoline che calzava erano d'oro, e tintinnanti di gioielli. Ai polsi, invece, tintinnavano braccialetti e braccialetti di giada e d'avorio. Le unghie, sicuramente le più lunghe che avessi mai visto, erano coperte da un delicato smalto verde acqua. Alle labbra scarlatte era languidamente appoggiato un interminabile bocchino di bambù. Eppure, non so come, quella signora aveva qualcosa di familiare.
(Zia Mame, Patrick Dennis)

Buon pomeriggio e buon martedì lettori in pantofole. Eccomi qua con una nuova recensione, di un romanzo che ho praticamente "bevuto". Si tratta di Zia Mame di Patrick Dennis, un libro che mi è stato prestato e caldamente raccomandato da un'amica... e direi che ha fatto benissimo perché ho trascorso delle giornate davvero esilaranti! Ma veniamo alla storia.


Patrick Dennis è intento a leggere un numero della rivista «Selezione», quando l'occhio gli cade su un articolo dedicato a un'adorabile zitella e al pargolo di cui decide di prendersi cura. Da lì a fare il parallelo con la sua infanzia insieme a zia Mame il passo è breve. A dieci anni, infatti, Patrick è rimasto orfano, suo padre un ricchissimo e austero uomo d'affari, muore nella sauna di un club esclusivo. Ma il testamento è chiaro, il signor Dennis vuole che suo figlio studi nelle più eccelse e "tradizionali" scuole d'America e per questo affida la sua educazione a un tutore, tale Mr. Babcock, nonostante per legge l'affidamento passi a sua sorella Mame Dennis, a suo parere «un destino che non avrebbe augurato neanche a un cane». E certamente il giovane Patrick non si sarebbe aspettato che quell'affascinante, equivoca signora che si ritrova davanti in un elegantissimo quanto strambo appartamento di Manhattan potesse esclamare, in tono melodrammatico, 
«Ma caro ... allora io sono tua zia Mame!». Da quel preciso momento la vita di Patrick cambia radicalmente e non certo in senso "tradizionale" perché Mame è tutto, fuorché convenzionale. Elegante, raffinata, colta, spiritosa ma anche eccentrica, progressista, ingenua e un po'... folle. Il giovane Pat viene suo malgrado coinvolto da questa maliarda in una serie inarrestabile di avventure che dagli anni del Proibizionismo ci catapulteranno al secondo dopoguerra in un turbinio di feste, matrimoni, imprese letterarie e teatrali, caccia alle volpi e balli studenteschi. E Patrick, suo malgrado, crescerà e si farà uomo sebbene incapace, a qualsiasi età e in qualsiasi circostanza, di dire "no" alla sua adorabile, svitata zietta.
Come potete notare dalla copertina, l'autore del romanzo ne è anche il protagonista. "Autobiografia" è la prima parola che viene in mente, niente di più falso, perché Patrick Dennis non esiste è solo lo pseudonimo di Edward Everett Tanner III, nonostante l'autore abbia ammesso che alcune situazioni del libro riflettono esperienze personali e che zia Mame è "molto lontanamente" ispirata a sua zia Marion Tanner. Per parte mia posso solo dire che mi sono perdutamente innamorata di questo personaggio! Zia Mame è semplicemente a-d-o-r-a-b-i-l-e!!! Divertente, ammaliatrice, strampalata e totalmente folle ;-) ma sempre con eleganza e raffinatezza. Il romanzo è divertentissimo, la narrazione umoristica e spumeggiante come una coppa di champagne... il lettore viene totalmente risucchiato dagli eventi e devo dire che spesso mi sono fatta delle sonore risate. Immaginate questo ragazzino di dieci anni in un improbabile appartamento di New York, insieme a un maggiordomo tuttofare rigorosamente giapponese, il ridanciano Ito, e a una zia riccamente abbigliata e circondata dai personaggi più equivoci che si possano incrociare in società. Non c'è da stupirsi che l'istruzione "tradizionale" di Patrick risulti essere: partecipare alle soirées di zia Mame, preparare Martini cocktail luculliani e visitare «gallerie di statue e dipinti pressappoco incomprensibili». Ma Mame non è solo questa adorabile pazzerella, suffragetta nell'anima, è pronta ad abbracciare con coraggio la modernità e a combattere per quelli che ritiene i suoi ideali, non teme il perbenismo e affronta con il sorriso sulle labbra, e  una sana dose di incoscienza, le disgrazie che il destino pone sulla sua strada. Così, ad esempio, il crollo del '29 la vede rimboccarsi le maniche e, a modo suo, darsi da fare per trovare un impiego o inventarsi un'attività. Un personaggio decisamente sopra le righe, ma affezionatissimo al nipote che sembra in continuazione "subire" le imprese della zia, ma che pure non può e non vuole fare a meno di lei. Mame e Patrick sono l'uno la famiglia dell'altro, magari una famiglia sui generis, ma non per questo meno unita e ricca d'affetto. Leggendo il romanzo mi sono inevitabilmente persa in una New York luccicante, la New York del foxtrot e di Cole Porter, di Fred Astaire e di Broadway. E davvero da un musical di Broadway sembrano uscire molti dei personaggi che circondano Mame: da Vera, famosa attrice di Pittsburgh, sempre avvolta in una nuvola di volpe bianca a Agnes Gooch, l'imbarazzante segretaria di zia Mame, capace di mutarsi, dopo un paio di cocktail, da insulsa scolaretta di provincia in vamp mangiauomini. Insomma, l'avrete capito, questo romanzo mi ha conquistata su tutta la linea e davvero ve lo consiglio. Tra l'altro ho trovato molto interessante il saggio che chiude l'edizione Adelphi e che racconta le vicende editoriali del romanzo. Ho così scoperto che Edward Everett Tanner III alias Patrick Dennis era proprio come i suoi personaggi completamente sopra le righe ;-) simpatico e irriverente. Pensate che all'uscita di Auntie Mame nelle librerie scrisse una lettera a certi librai, fingendosi Mame in persona: «Dunque sappi che farò causa a Patrick. Farò causa alla Vanguard Press. E, nel caso tu venda una copia del libro, farò causa anche a te. Baci baci baci, Mame». Ne scaturì una certa confusione, con i destinatari dell'epistola e molti lettori convinti che Mame corrispondesse a una persona in carne e ossa.
Di seguito vi posto tutti i dati del volume.

Patrick Dennis
Zia Mame
Adelphi
Pagine: 380
ISBN: 9788845923999
€ 19,50

TRAMA: Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre – quel ricco, freddo bacchettone – poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica «Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!», e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro – o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento. Per fortuna sua, e dei lettori, Patrick ha scelto la seconda opzione, e scritto questo libro tuttora leggendario. Non è certo che Dennis volesse inventarsi, come è stato detto, un’alternativa americana a Mary Poppins: ma lo è che chi arriva all’ultima pagina, e vede zia Mame partire per un nuovo viaggio, ha la sensazione di separarsi dalla parte più lieve, libera e felice di sé.