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lunedì 22 giugno 2026

Un amore così bello

Scoppiai a piangere in mezzo al campo. Presi dallo zaino una manciata di banconote e gliele lanciai ai piedi. Amare qualcuno è un affare complicato: ero ferita a morte, eppure non gliele lanciai addosso. Non avrei mai potuto.
«Non ti rivolgerò mai più la parola!» gli urlai. «La vita è lunga, non sarai mica l’unico a piacermi!»
Be’… a oggi è stato l’unico. Ecco perché non bisognerebbe mai fare certe affermazioni: portano sfortuna.
(Zhao Qianqian, Un amore così bello)
 

Ecco, diciamocelo, di Un amore così bello sono andata a caccia, letteralmente. Dal romanzo di Zhao Qianqian, infatti, è stato tratto un drama che ho sinceramente amato. E non sto parlando del suo remake sudcoreano ma del cinese A Love so Beautiful con l’adorabile Shen Yue, che forse qualcuno ricorderà in Meteor Garden, e lo spilungone Hu Yitian. Be’, ero troppo curiosa di conoscere la storia da dove tutto è cominciato, e così ho messo le mani sul malloppo… 456 pagine di romance, il che non è da me, ma a Chen Xiaoxi e Jiang Chen non ho saputo resistere una volta di più.

sabato 25 luglio 2015

LE PAGINE DELLA NOSTRA VITA



Eppure si era innamorato una volta, e lo sapeva. Una volta sola e tanto tempo addietro, e quell'esperienza l'aveva cambiato per sempre. Il perfetto amore può agire così su una persona, ed era stato un amore perfetto. 
(Nicholas Sparks, Le pagine della nostra vita)


Buon sabato lettori in pantofole! Oggi sono qua per parlarvi di Le pagine della nostra vita di Nicholas Sparks. Mi sono avvicinata a questo romanzo dopo aver visto il film che gli si ispira e visto che mia cognata aveva il libro me lo sono fatta prestare. È rimasto un bel po' sullo scaffale poi, complice una nuova visione del film (che tra l'altro mi è piaciuto abbastanza) ho deciso di cimentarmi con un romanzo d'amore di questo pluripremiato scrittore. Com'è andata? Be' diciamo che forse non è il mio genere, ma non mi ha coinvolta abbastanza. Ma prima, come sempre, la storia:


Casa di cura di Creekside: Duke, ottant'anni, ha in mano un vecchio taccuino, inforca gli occhiali, volta la prima pagina e, dopo aver osservato la donna che gli siede accanto, inizia a narrare... 1946 New Bern, North Carolina: Noah Taylor Calhoun siede ogni giorno sotto il portico della sua casa in stile coloniale, quella casa vicino al fiume che, dopo la guerra, è riuscito a ristrutturare realizzando così il suo sogno di gioventù. Ma le serate di Noah sono fatte di solitudine e ricordi, la mente incastrata a quell'estate lontana in cui per la prima volta conobbe l'amore. Aveva gli occhi verdi e i capelli biondi di Allie e, dal primo momento in cui la vide, Noah seppe che la sua vita sarebbe cambiata. Sono trascorsi quattordici anni da quel giorno, le cose sono davvero cambiate, ma quando un'auto si ferma sotto la grande quercia che conduce al portico, la forza dei sentimenti torna a travolgere Noah, impetuosa come un'onda. Adesso sono uno di fronte all'altro, Allison Nelson, ragazza ventinovenne della buona società in cerca di risposte e Noah Taylor Calhoun, poeta sognatore, costantemente visitato dal fantasma di quella donna che ora lo sta fissando in silenzio... E intanto la voce roca di Duke continua a narrare la storia di un amore lungo una vita.


sabato 31 gennaio 2015

Una più uno

Edward Nicholls aveva lasciato il quartiere di Danehall da circa quindici minuti quando si chiese che cosa diavolo aveva fatto. Si era appena offerto di accompagnare fino in Scozia quella rompiscatole della sua donna delle pulizie, con i suoi due figli un po’ strambi e un enorme cane puzzolente. Cosa accidenti gli era venuto in mente? Aveva ancora nelle orecchie la voce di Gemma, il tono scettico con cui gli aveva detto: “Stai per portare una ragazzina che non conosci e la sua famiglia all’altro capo del paese ed è un’‘emergenza’. Come no”.
(Jojo Moyes, Una più uno)

Buonasera lettori in pantofole! Finalmente torno a parlarvi delle mie letture. Ho trascorso una settimana un po' incasinata ma... il weekend è mio ^^ Quindi eccomi qua, pronta a raccontarvi le mie impressioni di lettura su Una più uno di Jojo Moyes che si è rivelato davvero una piacevole scoperta!!! Ma partiamo innanzitutto dalla storia:


Lei è Jess Thomas, due figli, un ex marito e un'enorme palla di pelo "canina" a carico, tira avanti come può, donna delle pulizie di giorno, cameriera nel pub di una ridente cittadina della costa anglosassone la sera. Certo la vita è dura, ci sono le bollette da pagare, i conti da far quadrare e due figli da crescere: Costanza o meglio Tanzie, giovane "genietto" matematico e il figlio del suo ex marito, l'adolescente e taciturno Nicky, sempre incollato ai videogiochi e con quei segni inequivocabili sul viso che stanno cominciando a preoccupare non poco Jess...
Lui è Edward Nicholls ex nerd informatico e adesso socio di una società dot-com quotata in borsa, tanti soldi, un'ex moglie insoddisfatta e una famiglia che non vede mai, ma soprattuto quella infamante accusa per insider trading che rischia di rovinargli per sempre carriera ed esistenza...
Jess ed Ed, due mondi a parte, due vite agli antipodi, eppure la cameriera e il suo datore di lavoro si incontrano e si scontrano, complice un improbabile viaggio in Scozia... Eh sì perché qualcuno deve pur accompagnare Tanzie all'olimpiade di Matematica che si terrà a Dundee, qualcuno deve pur darle una chance, la possibilità di vincere il premio in denaro che le guadagnerebbe l'iscrizione alla prestigiosa St Anne's, la scuola dei suoi sogni... E così l'auto di Ed accoglie Jess, Tanzie, Nicky e l'immancabile e ingombrante Norman per una destinazione che cambierà per sempre le loro prospettive e le loro vite...

IL MIO PENSIERO
Un romanzo sulle seconde opportunità, sull'amore declinato in ogni sfumatura e sulla famiglia... anche un po' allargata ^^
Devo dire che Jojo Moyes si è rivelata davvero una piacevolissima scoperta, non so perché ma i suoi romanzi mi facevano pensare a storie strappalacrime e da carie ai denti... quanto mi sbagliavo!, Una più uno mi ha divertita moltissimo, mi ha tenuto compagnia, mi ha emozionata e commossa... tutto in 396 pagine ^^ Jess e la sua famiglia colabrodo mi hanno conquistata, questa mamma giovanissima che si è ritrovata sola con due figli (di cui solo uno naturale) causa un marito fallito e codardo che avrei volentieri spiaccicato contro il muro!!! E poi ci sono la dolcissima Tanzie con il suo astuccio di peluche e quell'amore sviscerato per i numeri e Nicky, goth boy per eccellenza e quindi vittima inevitabile dei bulli di turno e ultimo, ma non meno importante, Norman il gigante buono, e con lui è stato amore a prima vista!!! Insomma come si fa a non adorare questa palla di pelo, ingombrante, bavosa e anche piuttosto maleodorante che spara puzzette a raffica come se non ci fosse un domani ma che pure non ci pensa due volte a correre incontro alla morte se a essere in pericolo è la sua adorata padroncina? 
«Oddio, ha fatto una puzzetta, mamma. sto soffocando.» ...  
Tanzie cominciò a boccheggiare. «Sto morendo!» 
Norman girò il suo vecchio testone e la guardò con occhi tristi, come se lei fosse davvero crudele. 
No via è il mio eroe!!! Ma per una famiglia di tal fatta ci vuole un cavaliere dalla brillante armatura, capace di mettere a posto ciò che nella vita a posto non è... anche se nel caso di Ed Nicholls l'armatura è non solo opaca ma anche ammaccata! E se pure possiamo intuire quale sarà il finale, il bello di questo romanzo è tutto ciò che sta nel mezzo, il viaggio (rigorosamente a 60 Km/h e quindi... infinito!!!), le scoperte, le confessioni, i punti di vista, le nuove prospettive... con uno stile arguto che scivola sulla pagina come i paesaggi lungo il finestrino che Tanzie ammira a occhi sgranati, Jojo Moyes ci racconta la vita, semplice, di ogni giorno con i suoi alti e i tanti bassi ma che pure vale la pena vivere fino in fondo. E a proposito di paesaggi... questo romanzo ha rafforzato in me il desiderio di andarmene in Scozia (che sia la prossima tappa dei miei viaggi? ^^), tra soste in stazioni di servizio, pic-nic all'aperto, vagabondaggi in pittoreschi paesini e rocamboleschi pernottamenti in motel e B&B di passaggio, Una più uno si è rivelato  una lettura azzeccatissima e coinvolgente.
Ultima nota c'è un altro personaggio che devo dire mi ha colpito al cuore, Des, il proprietario del pub in cui lavora Jess, canaglia dal cuore rock che non poteva certo restarmi indifferente (e i suoi gusti musicali sono bastati a conquistarmi ^^): Des, il proprietario, non era mai stato visto indossare altro se non sbiadite T-shirt dei concerti, un paio di jeans e, se faceva freddo, un giubbotto di pelle. In una serata tranquilla, se eravate sfortunati, vi avrebbe illustrato con esasperante dovizia di particolari i pregi di una Fender Stratocaster rispetto a una Rickenbacker 330, oppure vi avrebbe recitato tutto il testo di Money for Nothing con il trasporto ispirato di un poeta. 
5 pantofole Una più uno è un romanzo che mi ha fatto ridere, arrabbiare, piangere e intenerire... è una scontata storia d'amore? Ma mi ha regalato tante emozioni, in fondo un libro deve fare soprattutto questo ^^


Di seguito vi posto tutti i dati del volume uscito nelle nostre librerie all'inizio di gennaio:

Jojo Moyes
Una più uno
(titolo originale: The One Plus One)
Mondadori
pagine: 396
EAN: 9788804647188
€ 16,00
data di pubblicazione: 2 gennaio 2015


TRAMA: Jess Thomas, giovane mamma single con due figli da mantenere, fa del suo meglio per vivere dignitosamente, ma i sacrifici sono molti, specie quando non c'è nessuno che ti possa dare una mano. Suo marito se ne è andato da tempo, sua figlia Tanzie è un genietto dei numeri, ma per far fruttare il suo talento matematico c'è bisogno di un aiuto concreto. E poi c'è Nicky, un adolescente difficile come tutti i ragazzi della sua età, vittima di bullismo, che non può certo combattere da solo… La famiglia di Jess è proprio scombinata e spesso lei non sa come fare e corre dei rischi inutili, finché inaspettatamente sul suo cammino incontra Ed Nicholls, quell'antipatico uomo d'affari cui lei pulisce la casa per arrotondare. Jess e Ed non si conoscono affatto. Jess non sa che lui è travolto da una crisi profonda e che uno stupido errore gli è costato tutto, e Ed non sa fino a che punto la ragazza sia nei guai, ma entrambi sanno cosa significhi essere davvero soli e desiderano la stessa cosa. Capiscono, nonostante la loro diversità, che hanno molto da imparare l'uno dall'altra e che una più uno fa più di due. In questo suo nuovo romanzo, Jojo Moyes racconta con grande empatia una storia d'amore insolita e coinvolgente tra due persone che si incontrano in circostanze inverosimili, come solo la vita sa riservare.



mercoledì 14 gennaio 2015

Un Natale in mussola


«Dunque, abbiamo quattro Mr. Tilney, sette Mr. Knightley, cinque Capitani, tre Mr. Elton, un Mr. Collins...»
«Wow! C'è anche un Collins!»
«Un Edmund Bertram, una manciata di Edward Ferrars, quattro Colonnelli, cinque Willoughby e... VENTIDUE Mr. Darcy!»
(Virginia Cammarata, Jennifer Federica Lombardi, Un Natale in mussola)

Buongiorno cari lettori in pantofole! Eccomi qui a parlarvi nuovamente delle mie letture. Oggi vi lascio il mio pensiero su un romanzo che mi ha tenuto compagnia durante le recenti festività. Sto parlando di Un Natale in mussola per la penna di Virginia Cammarata e Jennifer Federica Lombardi. Ma prima di lasciarvi alla storia, vorrei ringraziare la casa editrice che mi ha gentilmente inviato una copia ^^ E veniamo a noi:


Cosa fate se la vostra migliore amica è appena stata abbandonata dal fidanzato? Un'amica che condivide con voi una passione sfrenata per zia Jane Austen e per quel suo mondo di eleganza, buone maniere, sottile ironia e, ovviamente, mussola e nastrini? Sicuramente vorrete tirarle su il morale! E cosa c'è di meglio che organizzare una festa di Natale? Ma badate, una festa molto particolare, alla quale saranno invitati tutti i Janeites provenienti da ogni parte dell'Inghilterra. Insomma, è bene unire l'utile al dilettevole, tra così tanti appassionati di zia Jane ci sarà pure il modo di incontrare il proprio Mr. Darcy, no? Tra tè e balli, corse sulla neve e improbabili incidenti con l'arricciacapelli, riusciranno Anne e Jane, le nostre eroine, a coronare il loro romantico sogno d'amore?

IL MIO PENSIERO
Prendete un gruppo di giovani uomini e donne del ventunesimo secolo e immergeteli in una perfetta cornice Regency. Cosa otterrete? Il chick lit che incontra le atmosfere austeniane, almeno questo è quello che ho pensato durante tutta la lettura di questo romanzo breve. Una lettura agile, spensierata, che mi ha strappato non pochi sorrisi ma che pure non mi ha convinta del tutto. La storia di Jane Costa e della sua amica dal cuore infranto Anne è ovviamente scontata, sappiamo già quale sarà il loro destino sin dal primo comparire sulle scene di Edward e Sean. Certo, direte voi si tratta di un omaggio ai romanzi di Jane Austen, ma pensavo si sarebbe trattato di un omaggio formale o di ambientazione, invece che di un elenco continuo di riferimenti alle vicende delle eroine e degli eroi austeniani e spesso più che ai romanzi si fa riferimento alla filmografia ispirata alla Austen, così come a tutto un certo filone cinematografico dal gusto romantico da L'amore non va in vacanza a Bridget JonesSiamo rimaste per qualche minuto impalate sulla soglia della splendida locanda che Anne ha scovato a Shere, nel Surrey (sì, proprio dove si trova il cottage di Kate Winslet ne "L'amore non va in vacanza") e ancora Tutte le volte che rivedo "Il diario di Bridget Jones", arrivata alla scena della lotta tra Mark Darcy e Daniel Cleaver mi ritrovo piegata in due dalle risate. Quale donna non sogna di vedere i suoi pretendenti fare a pugni per lei? Ecco, questa sera non sembra affatto divertente.
Insomma l'idea che ne ho tratto è quella di una calda coperta patchwork, tante parti cucite insieme ad arte. Ciò che invece mi ha divertita non poco è il cortocircuito continuo tra antico e moderno: cellulari, elettricità e arricciacapelli creeranno non pochi siparietti comici. Per quanto riguarda l'ambientazione invece lascia piuttosto a desiderare sappiamo che i nostri personaggi si muovono sullo sfondo di un'elegante locanda del Surrey ma potrebbe benissimo trattarsi della campagna toscana come delle langhe, le descrizioni sono infatti praticamente inesistenti. E per finire i personaggi: sono ovviamente ricalcati sui modelli austeniani ma per quanto riguarda Jane Costa questa "Emma" della modernità, azzeccagarbugli quanto basta, devo dire che non sono riuscita ad amarla come avrei dovuto: Che cosa ho io in comune con Emma Woodhouse? Se mi si osserva da vicino, praticamente niente. Ma in realtà io sono esattamente Emma Woodhouse: non sono ricca (non abbastanza da cominciare a usare le banconote come segnalibri) ... Ho una buona famiglia, buoni amici, curo quotidianamente il mio aspetto e non manco una seduta di manicure, perché - come amiamo ricordarci io e Anne - al momento della proposta di matrimonio, l'anello andrà al dito, non in testa, per cui niente smalto spizzicato o unghie storte. Peccato che io non abbia potuto fare a meno di vederla come una novella Bridget Jones per tutta la durata del romanzo ^^ Anne appare piuttosto defilata per tutta quanta la storia tanto da farmi pensare più a Fanny di Mansfield Park che all'eroina di Persuasione mentre mi è piaciuto moltissimo Bertie Bennet (poteva chiamarsi altrimenti? ^^) il wedding planner chiamato da Jane e Anne per organizzare un matrimonio in perfetto stile Regency. Dai modi affettati e sopra le righe, non si può non adorare ;-)
Nota finale: l'edizione. Devo dire che l'ho trovata poco curata e con diversi refusi, nonostante il testo sia accompagnato da un iniziale "Dizionario Austeniano" che, diciamocelo, è piuttosto caotico con voci messe alla rinfusa senza alcun ordine logico. Ma questa è un'altra storia... Insomma una lettura leggera, un gradevole omaggio al mondo di zia Jane ma che sinceramente non è riuscito a esaltarmi o emozionarmi più di tanto. Due pantofole e mezza.
Di seguito vi posto tutti i dati del volume, uscito in eBook per Lazy Book:

Virginia Cammarata, Jennifer Federica Lombardi
Un Natale in mussola
Lazy Book
pagine: 106
EAN: 9788898833160
eBook: € 1,99
disponibile sui principali Store online
data di pubblicazione: 8 dicembre 2014


TRAMA: Care lettrici e cari lettori, siamo lieti di regalarvi una storia romantica ispirata ai romanzi di “zia” Jane Austen. Vi troverete immersi in balli, sale da tè, mussola, rivali in amore, colpi di scena. Il tutto condito da ironia e ritmi narrativi decisamente moderni. Il romanzo è punteggiato dalle illustrazioni digitali di Francesca Lancisi, da una presentazione delle autrici, dal dizionario austeniano, che troverete utile per orientarvi nel mondo dei balli e dello stile Regency. A sipario chiuso, però, continuate a leggere. Troverete un’altra divertente sorpresa: un estratto dal diario della protagonista della nostra storia, che si chiama, naturalmente, Jane: 
Così dicendo, indosso le scarpette ed esco nel mio semplice abito di mussola bianca, chiedendomi come facessero le donne di duecento anni prima ad andarsene in giro con pochi strati addosso e non morire assiderate in pieno inverno. Se uscissi fuori della locanda, ne sono certa, morirei prima di raggiungere l’auto. Non appena mi richiudo la porta alle spalle, avanzo di un paio di passi senza guardare davanti a me, convinta per non so quale convinzione che il corridoio sia sgombro. Lo schianto è inevitabile e finisco dritta contro il petto di qualcuno che arriva dalla direzione opposta.


domenica 28 dicembre 2014

Io sono Vera

«È quello che provano i Custodi? Anzi, è quello che non provano?».
Chinò il capo sulle mani ancora immerse nell'erba perché non lo vedessi in volto e seppi che avevo ragione.
«Passiamo la nostra esistenza a proteggere i mortali, desiderando un'unica cosa: essere come loro».
(Alaisse Amehana, Io sono Vera)

Buonasera cari lettori in pantofole! Avete trascorso delle ottime feste? Mi auguro proprio di sì! La sottoscritta riemerge in questo momento dai bagordi festivi, mi sono goduta qualche giorno di completo relax assieme alla famiglia, ad alcuni amici che non vedevo da tempo e ovviamente ai miei nipotini. Ma adesso che ho trovato un momento di calma, qui avvinghiata al termosifone (perché fuori scende qualche fiocco di neve ^^), sono proprio felice di poter dedicare un po' di tempo al blog (eh sì mi mancava!). Quindi, visto che sono indietrissimo con le recensioni, eccomi pronta a parlarvi di una mia recente lettura: Io sono Vera, esordio letterario di Alaisse Amehana che molti di noi conoscono come una delle Belle del blog La Bella e il Cavaliere. Ma partiamo dalla storia:


In una tranquilla sera di settembre Veronica esce di casa, ha un solo pensiero in testa: Luca Accorsi il ragazzo che da tempo immemore popola i suoi sogni, il ragazzo per il quale ha sospirato di desiderio, ma soprattutto il ragazzo con il quale ha iniziato a uscire durante le vacanze estive. Veronica guarda in faccia il futuro e sorride, non sa che basta un attimo per perdere tutto, un banale errore, una decisione avventata e Vera non c'è più. Ci sono invece gli occhi blu di Acsei e la confusione di un mondo che sembra fondersi e disgregarsi. E adesso il Custode che le sta di fronte, l'angelo che ha giocato con il suo destino è l'unico che può proteggerla, l'unico in grado di riportarla indietro. In una folle corsa contro il tempo, Veronica dovrà fare i conti con il proprio corpo e la propria anima, mentre Acsei dovrà lottare per mantenere una promessa e condurre per mano un'anima smarrita attraverso i pericoli che si frappongono fra cielo e terra.
IL MIO PENSIERO
Il cielo sopra Berlino titola un film di Wim Wenders del 1987. Bene, nel caso di Alaisse Amehana possiamo a diritto parlare di un cielo sopra Torino. Un cielo che Alaisse popola in maniera ammirevole: angeli, allievi Custodi, traghettatori, demoni, devo dire che ho davvero apprezzato la fantasia con la quale questa giovane autrice ha colmato lo spazio sopra e sotto la Mole. E parliamo di angeli davvero originali, con tanto di Accademia per diventare provetti Custodi e navigatori per raggiungere i luoghi dove c'è bisogno del loro intervento (ebbene sì la tecnologia ha conquistato proprio tutti! ^^).
Ma soprattutto angeli che "imprecano", l'avreste mai detto?, che provano rabbia, invidia... insomma siamo lontani anni luce da quell'aureola e quelle alucce bianche che popolano la tradizione, come ci dimostra Acsei sin dalle prime pagine: Acsei digrignò i denti soffocando le imprecazioni. Gli istruttori erano piuttosto sensibili al turpiloquio e non voleva incorrere in ulteriori punizioni. 
La storia è avvincente, le peripezie di Veronica (o Vera e il gioco di parole usato da Alaisse mi ha davvero conquistata ^^) e Acsei mi hanno tenuto incollata all'eReader, tanti infatti sono i colpi di scena che si affastellano tra le pagine, pure ciò che maggiormente mi ha colpito è lo stile ironico e arguto che accompagna la narrazione sin dalle prime battute: Morire non è una bella cosa. Un'affermazione scontata, ma se sapeste cosa mi è successo, non la giudichereste troppo banale. Non doveva capitare a me. No, no, dico sul serio. Non sto recriminando per un fato avverso o qualcosa di così melodrammatico. Non toccava a me. È stato un errore. Un suo errore.
Per non parlare dei punti di vista, mentre nei capitoli dedicati a Vera è la protagonista a parlare, negli altri domina la terza persona con un effetto ritmato che mi ha piacevolmente colpita. Così come mi hanno colpita i personaggi: Din allievo Custode anch'egli e amico inseparabile di Acsei, Diane la giovane traghettatrice di anime e soprattutto Ammaniel, angelo "in pensione" ed ex maestro di Acsei. Bene, questo Morgan Freeman della situazione (e se leggerete il romanzo capirete il perché della mia affermazione ^^) mi ha proprio conquistata con la sua storia poetica e malinconica a un tempo. Sì perché la storia narrata da Alaisse è anche un viaggio tra le sfumature della vita, della morte e sopratttutto dell'amore.
L'unico difetto che posso aver riscontrato? La parte relativa ai demoni, questi reclutatori di anime, che minacciano il mondo dei vivi e quello dei morti rimane un po' evanescente a mio parere, e forse qualcosina di più si poteva dire pure il mio giudizio resta positivo, una lettura piacevole e un esordio davvero ben riuscito che mi sento proprio di consigliare. Quattro pantofole.

Di seguito vi posto tutti i dati del volume uscito in eBook per Rosa dei Venti Edizioni lo scorso novembre:

Alaisse Amehana
Io sono Vera
Rosa dei Venti Edizioni
pagine: 240
EAN: 9788899118006
eBook: € 2,99
disponibile sui principali Store online
data di pubblicazione: 18 novembre 2014


TRAMA: Può una scelta sbagliata cambiare il corso di un’esistenza? Può l’errore di un attimo diventare l’inizio di un destino inaspettato? Quando Veronica esce di casa per raggiungere il ragazzo per cui farebbe di tutto, non sa che le sarà fatale. Non sa che in quell’istante qualcuno sta per cambiare inevitabilmente il corso degli eventi e che presto dimenticherà il sapore della vita. Basta un attimo, una decisione precipitosa, e il suo mondo si capovolge senza scampo. Acsei è un Allievo Custode e l’impulso di dimostrare che è pronto per diventare un vero Angelo è troppo forte per non dargli ascolto; ma il suo avventato desiderio di emergere ha conseguenze drammatiche. Così le loro vite si scontrano in un limbo che ha il volto di una tragedia irreversibile e sconvolgente e tutti i sogni, le speranze e le convinzioni della ragazza svaniscono improvvisamente, spazzati via da qualcosa che nessuno può sconfiggere. Ma Acsei è deciso a porre rimedio al suo errore e trascinerà Vera in una folle lotta contro il tempo e i pericoli che minacciano la sopravvivenza di un’anima solitaria in balia della morte. Cosa sarà disposto a fare per salvarla ed evitare che si smarrisca?


sabato 15 novembre 2014

Il libro dei ricordi perduti


«Non devi dirmi nulla che non vuoi dirmi, babunia», dico, tentando la sorte, aprendo uno spiraglio, invitandola a confidarsi con me. «Ma sono qui e ti ascolto, se vuoi.»
Una lunga pausa sognante durante la quale sembra lontana, in combutta con se stessa, in silenzio.
Aggrotta la fronte. «Mio marito», dice alla fine.
«È morto in guerra, vero? Tanto tempo fa, giusto?» 
Silenzio. 
(Louise Walters, Il libro dei ricordi perduti)

Buon sabato cari lettori in pantofole! Oggi torno a parlarvi delle mie letture e vi lascio i miei pensieri su Il libro dei ricordi perduti di Louise Walters. C'è da dire che aspettavo questo romanzo con un certo entusiasmo, vi ricordate? Ve ne avevo già parlato qui, un romance storico che sembrava promettere una storia intensa e coinvolgente. Be' purtroppo, per me, questo libro si è rivelato più che altro una delusione. Ma partiamo dalla storia:

Roberta lavora nella libreria Old and New e ha un hobby davvero molto particolare. Ama raccogliere e collezionare i ricordi contenuti nei libri usati che deve catalogare e vendere. Segnalibri, cartoline, lettere, foto, perché ogni romanzo racconta una storia che spesso va al di là della pagina scritta.
Un giorno suo padre le dona una vecchia valigia malconcia che contiene tutta una serie di volumi appartenenti a sua nonna, l'anziana "babunia", ormai costretta in una casa di riposo. Ed è in uno di questi libri che Roberta trova una vecchia lettera ingiallita, una lettera scritta da suo nonno, l'ufficiale polacco Jan Pietrykowski, e indirizzata a sua nonna Dorothy. Una missiva molto strana che spalanca davanti agli occhi di Roberta un oceano di domande e dubbi, a partire da quella data: 8 febbraio 1941. Come potevano quelle parole essere state vergate dalla mano di suo nonno, visto che il maggiore Pietrykowski aveva perso la vita durante il bombardamento di Coventry nel novembre del 1940? Roberta dovrà fare i conti con un passato costruito sulla menzogna, con la drammatica storia di Dorothy Sinclair ma anche con il presente, con il dolore per la perdita del padre e con il proprio cuore... riuscirà ad aprirlo e ad accogliere finalmente l'amore?

Questa storia prende avvio da un libro... o meglio da una valigia. Sì perché è quella valigia malconcia, con la sua etichetta "Mrs Sinclair", a nascondere tutto il dramma di Dorothy. E guarda caso il titolo originale di questo romanzo è proprio Mrs Sinclair's Suitcase (chissà perché l'hanno cambiato in Italia... mah!). La narrazione procede tra passato e presente, tra la vita di una giovane "babunia" e quella di Roberta. Tra i tempi difficili della Seconda guerra mondiale e il presente "sonnacchioso" di una piccola libreria indipendente dai conti perennemente in rosso. È un romanzo che affronta argomenti complessi quali, la maternità negata, la solitudine, la malattia e l'abbandono. Ma è anche un libro che si fa inno all'amore, quello vero che muta il corso di un'intera esistenza e che ti obbliga a mettere in gioco quella stessa esistenza, un libro che vuole essere un omaggio a quegli uomini e quelle donne coraggiosi che nei momenti difficili non si sono tirati indietro ma hanno difeso con orgoglio la propria patria e la propria vita.
Ecco di questo romanzo ho apprezzato la ricostruzione storica, il continuo alternarsi tra passato e presente. Che cosa allora non ha funzionato? Perché mi ha deluso? Devo dire che è molto difficile esprimerlo a parole, ma ciò che maggiormente mi ha contrariato è lo stile dell'autrice. Per carità il romanzo è ben scritto e rivela un profondo studio e analisi dei tempi e della storia, ma la narrazione procede fredda, asettica, sembra quasi esistere uno schermo impalpabile tra l'autrice e i suoi personaggi, quasi lei stessa non riuscisse a immedesimarsi in loro. Il risultato è che io non sono riuscita ad affezionarmi a quegli stessi personaggi, a emozionarmi, a soffrire e gioire per le loro vicende.
La storia di Dorothy e Jan, che dovrebbe rifulgere e infiammare la pagina come promette quella frase a inizio libro: Sapevo che sarebbe stato per sempre, al di là del tempo che non ci sarà più, non mi ha convinta per quanto drammatica e totalizzante. La passione di Jan divampa all'improvviso in mezza pagina e mi ha lasciato perplessa, conosce questa donna da cinque minuti e già sa che l'amerà per sempre? Perché? Cosa lo ha colpito, perché niente viene detto al lettore? Allo stesso modo non ho compreso la ritrosia, le esitazioni che costellano la storia di Roberta e Philip il proprietario della Old and New. Per non parlare del particolare hobby di Roberta: se ha un senso il ritrovamento della lettera per dare l'avvio a tutta la vicenda, la descrizione di cartoline, lettere e foto che ogni tanto interrompe la storia sono degli excursus fini a se stessi, che appesantiscono la lettura. 
Infine ho riscontrato qua e là piccole incongruenze che non hanno fatto altro che allontanarmi sempre di più dai personaggi e dai loro drammi.
A colpirmi in positivo sono invece state Aggie e Nina, le giovani ragazze che condividono il cottage con Dorothy. Donne forti, solari, pronte a spezzarsi la schiena nei campi dove scarseggiano gli uomini, richiamati alle armi. Giovani che sentono l'esigenza di divertirsi, di bruciare come fuoco, perché in tempo di guerra non sai cosa accadrà domani. E la loro fiamma illumina davvero la pagina:
E per una sera dimenticarono la guerra. Non fecero nessuno dei soliti discorsi: tra un anno potrebbe essere finita, forse tra sei mesi, sei settimane persino, Hitler arriverà e non avremo più libertà, Churchill sarà impiccato e... 
« Balla, Nina! » gridò Aggie facendo alzare in piedi la sua pesante amica e facendola girare, ridendo, col viso arrossato. 
Dorothy cuciva e le guardava. Sorrise. È stata una bella idea da parte del maggiore, pensò. Era ovvio che alle ragazze piace ballare. Amano la musica. Perché non dovrebbero? 
2 pantofole e mezza. Spero di essere riuscita a farvi comprendere il mio punto di vista, ma questo romanzo resta per me una promessa non mantenuta.



Di seguito vi posto tutti i dati del romanzo uscito per Garzanti lo scorso ottobre:

Louise Waltes
Il libro dei ricordi perduti
Corbaccio
pagine: 304
EAN: 9788863808025
€ 16,40
data di pubblicazione: 23 ottobre 2014



TRAMA: Roberta lavora nella libreria Old and New. I libri per lei hanno un suono e un odore tutto loro e, soprattutto, parlano: raccontano storie che vanno oltre quelle stampate e Roberta ama riporli con cura negli scaffali e raccogliere le foto, le lettere e le cartoline che trova nascoste all’interno di quelli usati. Un giorno il padre le porta una valigia con dei vecchi libri di Dorothea, la nonna di Roberta, e lei trova una lettera firmata dal nonno Jan, che apparentemente non sembra avere molto senso. È indirizzata a Dorothea, che da due anni vive in una casa di riposo, ma contiene elementi che non coincidono con quello che Roberta ha sempre saputo della famiglia del padre. Cercando di dare un senso a quelle parole e all’oscuro segreto che custodiscono, Roberta rivive la tormentata storia d’amore della nonna ai tempi della seconda guerra mondiale senza rendersi nemmeno conto che sta mettendo ordine nella sua stessa vita. Lei, che ama guardare nelle vite degli altri, adesso è costretta a guardare nella propria e ad aprirsi agli altri mettendo a nudo la sua sensibilità, il suo dolore, la sua rabbia. Adesso vuole conoscere la verità, vuole dipanare ogni dubbio e vivere pienamente la propria vita senza la zavorra di cose non dette, passioni mai dichiarate, segreti che possono restare intrappolati dentro di noi.


domenica 3 agosto 2014

Le amiche del venerdì sera


«Okay, te lo spiego io passo passo. Scommetto che stai tirando troppo il filo, è un errore comune fra le principianti. Non riesci a infilare il ferro nella maglia? Eh? Bene, ricominciamo da capo, un ferro nella sinistra e uno sotto il braccio destro...» Georgia cominciò a guidarla nel procedimento, fin dal primo occhiello. Darwin quello lo sapeva fare, naturalmente; ma smise di lavorare per ascoltare Georgia che parlava dell'arte che amava tanto. Era rilassante sentire la sua voce, era come la versione adulta di una fiaba. 
(Kate Jacobs, Le amiche del venerdì sera)

Buongiorno cari lettori in pantofole, e buona domenica! Oggi approfitto della giornata nuvolosa per scrivere una nuova recensione. In questi giorni in effetti sono stata un po' assente ma era davvero un piacere irrinunciabile stare fuori e rilassarsi ^^. Ho rimandato fin troppo, comunque, e quindi eccomi qua a parlarvi di Le amiche del venerdì sera di Kate Jacobs. Questo romanzo ha atteso nella mia libreria un tempo infinito (e mi scuso con la mia amica Martina, che me lo aveva prestato, per averci messo così tanto!). Avevo bisogno di una lettura leggera e mi ci sono avvicinata così, pensando di imbattermi nel solito romance un po' prevedibile, un po' sdolcinato... be' Le amiche del venerdì sera si è rivelato qualcosa di più ed è stato una piacevolissima scoperta, ma veniamo alla storia:

Georgia gestisce un piccolo negozio di filati nel cuore di Manhattan, il "Walker & Figlia: Lavori a maglia". Del resto con una ragazzina dodicenne da tirare su da sola la nostra protagonista si è dovuta dare da fare. Il brillante e affascinante padre di Dakota si è eclissato subito dopo la nascita della figlia e Georgia ha dovuto far fronte a ogni problema da sola. Fortuna che ha sempre potuto contare sull'appoggio di Anita, donna di classe e dal cuore d'oro, quasi una seconda mamma, ma soprattutto un'amica e il punto di riferimento di una vita intera. Assieme a lei Georgia ha deciso di far fruttare la sua grande passione per il lavoro a maglia, una passione che affonda le sue radici nell'infanzia, nei giorni trascorsi in Scozia con la nonna tra ferri e gomitoli di lana. E adesso il "Walker & Figlia" sta avendo sempre più successo, in tante si fermano il venerdì sera per ascoltare i consigli di Georgia, per scambiarsi opinioni e apprendere le tecniche del filato o anche solo per una tazza di tè e i dolcetti della piccola Dakota. Ma il club del venerdì sera diventa presto qualcosa di più e così quando la vita ti si rivolta contro, quando il padre di Dakota torna a farsi vivo, quando Cat con i suoi soldi e la sua boria emerge dalle pieghe del passato, Georgia sa che quel posto caldo e quei volti sorridenti sono la sua casa, perché tutte le donne che la circondano hanno dei problemi o nascondono nel cuore delle ferite, ma sono sempre lì pronte a fiancheggiarti, a sostenerti, a ricordarti che l'amicizia è un dono da accogliere a braccia aperte...

Un romanzo che scalda il cuore come la lana più pregiata, questa è la sensazione che ho provato una volta girata l'ultima pagina di Le amiche del venerdì sera. Georgia è una mamma single con una figlia quasi adolescente da crescere e un negozio da portare avanti. Gli ingredienti del romance ci sono tutti: un uomo fascinoso e carismatico che prima ti abbandona e poi si ripresenta deciso a interpretare la parte del padre modello, un'amica d'infanzia che torna a tormentarti con i suoi soldi e la sua spocchia, pronta a commissionarti un capo costosissimo da esibire nelle più eleganti soirée di Manhattan e la Cenerentola di turno, la nostra protagonista, con la sua passione per maglia e filati, travolta dagli eventi e con il cuore a pezzi. Tutte cose già viste e già lette, direte voi, ma non lasciatevi ingannare, perché la storia di Georgia e delle donne del club non è solo questo ma molto di più. Perché con una delicatezza straordinaria, Kate Jacobs affronta temi importanti quali la diversità, la solitudine, la malattia e l'amicizia, e lo fa attraverso personaggi straordinari che ti restano nel cuore. Georgia con i cocci di un'esistenza da rimettere insieme e una figlia dalla carnagione scura da difendere perché "meticcia", Anita ormai vedova e sola ma con un cuore grande e ancora palpitante d'amore, Cat (o per meglio dire Catherine) con una vita fatta di denaro e lustrini nella quale ormai non si riconosce più, per non parlare di tutte le altre donne che nel negozio di Georgia hanno trovato un luogo caldo dove condividere sì una passione ma anche le esperienze di una vita, perché stare insieme è forse il modo migliore per affrontare i momenti bui che a volte l'esistenza ti riserva. E poi lavorare a maglia ha questo grande pregio che prima o poi le dita si mettono a lavorare da sole e il cervello se ne va in un angolo meravigliosamente rilassante, e tutti i nodi della mente si sciolgono mentre le dita ne creano uno dopo l'altro con il filo. E così Darwin, Lucie, K.C. e Peri impareranno che nella vita, come nella maglia, si può ricominciare da capo basta disfare tutto prendere i ferri e continuare a lavorare. Ho trovato deliziose le aperture di sezione che danno brevi consigli sul lavoro a maglia che poi così bene si adattano alle esperienze vissute dai personaggi per non parlare delle ambientazioni e delle descrizioni: da New York alla Scozia i luoghi scivolano sotto gli occhi del lettore come in una cartolina: New York era sempre tranquilla durante i week-end festivi, specie in estate. Da cosa si capiva? Be', per esempio non era del tutto impossibile prenotare per il brunch da Norma sulla Cinquantasettesima e, a meno che non piovesse, era abbastanza facile trovare un taxi; le auto gialle giravano per le strade in cerca di quei clienti che invece il venerdì a mezzogiorno erano partiti per gli Hamptons o il Jersey Shore. Eppure quelli erano i sabati che Georgia amava, era l'occasione per mettere in ordine il negozio e fare rifornimento, anche se teneva aperto per i pochi clienti che dovevano assolutamente trovare della lana di yak.
Insomma con uno stile impeccabile la Jacobs ha creato una storia che ha fatto breccia nel mio cuore e a cui concedo quattro pantofole e mezza


Tra l'altro ho scoperto che ci sarebbe anche un seguito, Le sorprese del venerdì sera, che penso proprio di leggere (l'ho già inserito in wishlist) intanto vi lascio tutti i dati dell'edizione economica che ho letto ma se siete interessati al romanzo provate a prenderlo in ebook o cumunque non la versione Piemme Bestsellers che ho trovato davvero poco curata e ricca di refusi:

Kate Jacobs
Le amiche del venerdì sera
Piemme
Pagine: 396
ISBN: 9788856612554
€ 11,00

TRAMA: Tutto è nato un po’ per caso: qualche cliente ritardataria che si trattiene oltre l’orario di chiusura, un paio di consigli sull’arte della maglia che diventano quattro chiacchiere e un caffè. Ed ecco il Club del Venerdì.
L’appuntamento è da “Walker & Figlia”: un negozio di filati nel cuore di Manhattan, nato dal talento della proprietaria per il tricot. Lei è Georgia Walker: stilista per passione, mamma single, trentacinque anni o poco più. Un vero asso con i fili di cachemire, un disastro con quelli della vita. Specie se, a ingarbugliarle l’esistenza, ci si mette il suo ex che, dopo averla lasciata dodici anni prima perché non portato per i “rapporti esclusivi”, scopre un improvviso istinto paterno e decide di rifarsi vivo. O se a tornare è l’ex amica del cuore che, dopo essersi aggiustata connotati e conto in banca con qualche colpo di bisturi e il matrimonio giusto, vuole rifarsi anche la coscienza rimediando agli errori del passato.
Ma per fortuna c'è il gruppo del venerdì sera, capace di superare differenze di gusti e di età, riunendo donne in carriera e severe femministe, signore mature ed eleganti come Anita, anima saggia del gruppo, e teenager intraprendenti come Dakota, figlia di Georgia, che nell’attesa di avere una bici per vendere i suoi muffin a Central Park allieta le serate con le sue golosità.
Ben presto, le lezioni sul diritto e sul rovescio lasciano spazio a segreti e confidenze, e quelle che erano semplici clienti si trasformano in amiche. Unite da un legame che saprà resistere anche quando sarà la vita a girare a rovescio.

mercoledì 30 luglio 2014

Le recensioni di... mamma Laura #4

Una rubrica a cadenza casuale, un omaggio alla persona che per prima mi ha trasmesso l'amore per i libri e gli infiniti mondi racchiusi in essi, vi presento Le recensioni di... mamma Laura.
Buonasera lettori in pantofole! Purtroppo per questa settimana ho dovuto saltare l'appuntamento con Le novità in libreria ma ho comunque una fantastica novità per voi ^^ Si sa l'estate invoglia la lettura (sì anche una piovosa come quella di quest'anno) e allora cosa c'è di meglio che un gioco a premi con fantastici libri in palio? Parte oggi il Summer Giftaway Blog Tour 2014 organizzato da Ale e Lettrice Segreta che ci terrà compagnia tutta l'estate con un simpatico gioco "libroso" e anche io sarò ben lieta di ospitarne una tappa! Ma se volete scoprire di più vi rimando a L'angolino di Ale che ha aperto proprio oggi le danze con la I tappa  del blog tour ^^
Ma adesso veniamo a noi, purtroppo non sono ancora riuscita a buttare giù la recensione che vorrei postare questa settimana ma, per fortuna, mi è venuta in soccorso mamma Laura che ha come al solito intercettato un romanzo della mia libreria. E meno male, dico io, così stasera non vi lascerò a bocca asciutta! Ma non mi dilungo e cedo a lei la parola.

Ali McNamara
Colazione da Darcy
Newton Compton
Pagine: 384
ISBN: 9788854150638
€ 5,90

TRAMA: Quando Darcy McCall perde l'adorata zia Molly, l'ultima cosa che si aspetta è di ricevere in eredità un'isoletta in mezzo al mare. Secondo le ultime volontà della donna, però, per entrarne in possesso, Darcy dovrà trascorrere almeno dodici mesi sull'isola di Tara, al largo delle coste occidentali dell'Irlanda. Una bella sfida, non c'è che dire, per una come lei, abituata alla frenetica vita londinese. Ma forse un cambiamento è proprio ciò di cui Darcy ha bisogno, così, senza quasi rendersene conto, da un giorno all'altro si ritrova a dover dire addio alle amate scarpe con il tacco per indossare un paio di orribili stivali. Adattarsi alla spartana vita dell'isola sarà un'impresa tutt'altro che facile, ma nel ristorantino appena aperto, tra una tazza di tè e i biscotti fatti in casa, Darcy scoprirà che l'isola ha molto da offrire... E dopo le difficoltà iniziali, il calore e l'affetto della piccola comunità di Tara finiranno per conquistare anche la mondana Darcy. Nuovi amici e forse un nuovo amore l'attendono dietro l'angolo: chi, tra l'affascinante Conor e il testardo Dermot, saprà far battere il suo cuore?

Buonasera cari lettori. Siamo in estate e anche se quest’anno il tempo fa i capricci, in questo periodo, almeno per me, la lettura viene un po’ accantonata. Adoro stare all’aria aperta il più possibile e poi, tra i nipotini senza impegni scolastici, la casa, il giardino, figli e marito sempre pronti a chiederti un aiuto, le giornate volano. Se poi vogliamo aggiungere quell’atmosfera di voglia di “oziare” bè, una lettura impegnativa, non è proprio il caso; e così scorrendo con lo sguardo negli scaffali “librosi” di mia figlia (ho rubato uno dei suoi vocaboli preferiti) ho trovato Colazione da Darcy, una commedia romantica di Ali McNamara, giovane scrittrice, si può dire, per caso.
La storia è questa: Darcy è una bella ragazza londinese, alla moda e piena di voglia di vivere e di apparire non per nulla lavora presso la rivista Goddes, una multinazionale all’avanguardia in fatto di moda, acconciature, saloni di bellezza, creme, abbronzanti e chi più ne ha più ne metta.
Darcy non potrebbe mai uscire di casa senza i suoi adorati tacchi alti, con i capelli in disordine e con un vestito non adatto alle varie occasioni che le si presentano; è attenta ai particolari, agli accessori e agli abbinamenti.
Ma quando riceve la notizia che la sua adorata zia Molly è venuta a mancare riaffiorano in lei lontani ricordi. C’era stato un legame speciale con la sorella di sua madre quando da piccola aveva trascorso lunghi periodi nella bella proprietà sul mare nella contea di Kerry; ma quei ricordi sono ormai sopiti in “una scatola” nel suo cuore da dove non vogliono proprio riemergere.
Mi sono sempre piaciuti i funerali. Tutto è certo, inequivocabile, rassicurante.
Ma al funerale di zia Emmeline, o Molly, come lei la chiamava da bambina, Darcy è investita da un’ondata di senso di colpa, il peso di lunghi anni trascorsi dall’ultimo incontro.
Di tanto in tanto mi ripromettevo di farle visita quaggiù, ma le settimane si trasformavano in mesi e i mesi in anni, e sapete quanto passa in fretta il tempo, al giorno d’oggi.
Zia Molly però le ha preparato una sorpresa che la travolgerà come un uragano. Niall Kearney, avvocato e consegnatario delle ultime volontà della defunta le comunica che lei, Darcy McCall, è l’unica erede di tutto il patrimonio (e che patrimonio!) della zia, ma a una condizione: Darcy dovrà, per almeno dodici mesi, vivere in un’isola deserta, Tara, al largo delle coste occidentali dell’Irlanda e dovrà anche portare con sé almeno quindici persone disposte a vivere con lei e creare una comunità in quel piccolo spazio nell’oceano.
Darcy accetta la sfida, in un primo momento solo per entrare in possesso dell’eredità: che saranno mai dodici mesi? Il tempo passa così in fretta.
Ma poi? Superate le difficoltà che subito si presentano a iosa Darcy comincia a "vivere" l’isola e così, i nuovi amici, il paesaggio mozzafiato e l’amore che piano piano fa capolino nel suo cuore, cambiano totalmente le sue aspettative ma soprattutto fanno emergere la vera, autentica Darcy, con ai piedi gli orribili stivali di gomma al posto dei tacchi alti e con i capelli spettinati per il vento costante.
Non mi sono mai piaciuti i funerali.
Pensa la nuova Darcy al momento di dire addio al caro amico Eamon.
Che dire? Sì, questo libro mi è piaciuto. La scrittrice mi ha coinvolta con la sua narrazione arguta, scorrevole e divertente; un racconto forse semplice nel suo andamento ma che ha  il gusto leggero delle cose buone di tutti i giorni. Un po’ banale? Forse. Un finale un po’ scontato? Ma no, è davvero una piccola, grande e bella storia.


domenica 11 agosto 2013

Il diario di Isabel



Il diario è la mia unica via di sfogo. Non Adam, non Matilde, non i miei genitori. Soltanto l'inchiostro steso sulla carta può aiutarmi a stare meglio, a districarmi dalla matassa di sentimenti che ha caratterizzato questo mio ultimo anno di vita. È stato proprio il diario il solo ad avermi accompagnato in ogni singolo giorno che ha cambiato in peggio la mia esistenza.

(Isabel C. Alley, Il diario di Isabel)


Buona domenica lettori in pantofole! Passata la notte di San Lorenzo (non ho visto neanche una stella!!! :-P) eccomi qua a parlarvi della mia ultima lettura: Il diario di Isabel di Isabel C. Alley. Ma veniamo alla storia:


Isabel Cariani, giovane studentessa trasferitasi da un paesino di provincia in città per frequentare le lezioni universitarie, ci apre le pagine del suo diario personale. Un diario intriso di passione, oscurità e sangue. Sì perché Isabel ha scoperto sulla propria pelle l'esistenza di un universo oscuro, dove i vampiri non popolano solo le pagine dei romanzi ma, esseri lussuriosi e sanguinari, perseguitano l'uomo per soddisfare il proprio piacere e la propria sete. Suo malgrado Isabel è stata catturata dagli occhi magnetici di Andrea e gettata in un baratro di dolore e ossessione, desiderio e odio. Adesso, ferita e abbandonata dal suo persecutore, Isabel ha giurato vendetta. Per prendersi la sua rivincita si è trasformata in una cacciatrice di vampiri, aderendo alla Vampire Hunters, organizzazione segreta volta alla protezione della nostra razza dagli attacchi di questi affascinanti quanto spietati demoni. Nuovi personaggi si profilano sulla sua strada: il bellissimo ed enigmatico Stephan, il nerboruto e chiassoso Jack, la letale Samjra ed Elizabeth fredda come il ghiaccio. Un anno nella vita di Isabel Cariani... Riuscirà ad avere la sua vendetta? Quali segreti nasconde l'affascinante Stephan suo mentore e maestro? Ma soprattutto le ferite del cuore possono rimarginarsi? 

Scrivere la recensione di questo libro non è stato affatto facile, soprattutto perché la storia non mi ha coinvolta e convinta. Isabel C. Alley ha creato un romanzo articolato, dallo stile agile e abbastanza scorrevole e ho trovato geniale il modo di presentarsi di questa giovane autrice, sotto le spoglie della sua protagonista. Nonostante questo la trama non mi ha catturato. Il romanzo si presenta nella forma del diario, di conseguenza l'azione è completamente filtrata attraverso le emozioni e i pensieri dell'eroina, Isabel, nella quale purtroppo non sono riuscita affatto a immedesimarmi. Troppo contorta, immatura, indecisa, una tigre sotto le lenzuola ma un gattino impaurito nella vita (questa è l'impressione che ne ho tratto). La prima parte del romanzo, dedicata al suo rapporto di passione-odio con il mezzo-vampiro Andrea, è un susseguirsi interminabile di scene hot (che devo dire appesantiscono la lettura) mentre la nostra eroina si strugge tra amore e rancore. Ama e odia il suo aguzzino incapace di propendere per l'una o l'altra emozione. La narrazione si ravviva nella seconda parte quando Isabel entra nella Vampire Hunters. Ho trovato molto carino l'episodio del Boggart folletto dispettoso (e invisibile) che infesta le case degli umani. Interessante la scelta di introdurre altri esseri soprannaturali oltre al vampiro, tuttavia questa parte è molto spiccia, poco ci viene raccontato degli altri membri dell'organizzazione (o almeno si sarebbe potuto raccontare di più). Anche qui tutto ruota attorno a Isabel e Stephan, il suo affascinante maestro, e alla passione che inevitabile scocca tra i due. Ho trovato tra l'altro alcune incongruenze e smagliature, si parla dei vampiri come demoni che cercano di nascondere la propria esistenza agli occhi del mondo ma chiunque può richiedere di essere assistito dalla Vampire Hunters contro le loro malefatte (come se fosse piuttosto naturale in fondo imbattersi in un vampiro). La trama sembra convogliare in sé elementi che ricordano Buffy l'ammazzavampiri e Twilight (il comportamento dei dannati qui è agli antipodi dal romanzo della Meyer ma molto simile è la struttura gerarchica della loro razza con tanto di autorità vampiriche dai poteri sorprendenti, vedi Lorenzo Ferranti membro dell'Alto Consiglio Italiano dei vampiri), il tutto condito dall'adult-romance elemento davvero preponderante nella narrazione. 
Due pantofole e mezzo, non me ne voglia Isabel C. Alley, che tra l'altro è stata così carina da inviarmi il suo romanzo, ma purtroppo la lettura non mi ha appassionata; è la mia personale impressione, probabilmente è il genere non adatto a me; ci saranno sicuramente molti altri lettori in grado di apprezzare questo romanzo d'amore che comunque rappresenta un notevole traguardo per questa giovane autrice. Tra l'altro è uscito anche un seguito delle avventure di Isabel, Come into my Wonderland dove a dominare è proprio la figura di Lorenzo Ferranti di cui vi ho detto sopra.


Di seguito vi posto tutti i dati del volume:


Isabel C. Alley
Il diario di Isabel
Youcanprint Self-Publishing
Pagine: 422
ISBN: 9788891108180
€ 18,00
eBook: € 1,99 

TRAMA: Un ragazzo può vestire tante maschere, nel corso del tempo. Può mostrarsi come uno studente universitario, di cui poco conosci e di cui nulla vuoi approfondire. Può diventare un vicino di casa enigmatico, a tratti oscuro nelle attenzioni che rivolge all’improvviso nei tuoi confronti. Ma poi la maschera cade e il ragazzo si rivela essere uno spietato aguzzino, a cui poco importa del mondo se non del proprio personale divertimento. Quando lo vedevo tra i suoi amici, lontano anni luce dal mio interesse, non avrei mai potuto immaginare la verità su Andrea. L’ho compresa solo quando lui si è presentato davanti a me con il suo modo spietato, assetato del mio sangue e della mia ingenua passione.
Mi sono lasciata sottomettere, nella speranza che il destino avesse pietà di me. Ma Andrea, quel demone vestito di perfezione, ha fatto della mia vita un giocattolo per il suo piacere. Ha compiuto atti imperdonabili e mi ha fatto aprire gli occhi su un mondo notturno di magia e orrore, di vampiri lussuriosi ed egoisti.
Potevo abbandonarmi alla disperazione, ma ho scelto di reagire. Ora esigo vendetta. Voglio riscattare la mia libertà, voglio riprendermi il cuore e la vita che Andrea mi ha rubato, distrutto e gettato al vento.
Questa è la storia di una cacciatrice.
Questa è la storia di Isabel Cariani.

sabato 8 giugno 2013

Colazione da Starbucks


Non conosco le parole, ma questa canzone americana è molto orecchiabile, e così mi metto anch'io a canticchiare il motivo, pian piano, unendomi alle voci degli altri.
Un giorno, lo so, anche il popolo iraniano tornerà a cantare, gioioso e unito.
Un giorno la mia patria tornerà a essere la mia terra.
E io sarò pronta.
(Laura Fitzgerald, Colazione da Starbucks)

Buon fine settimana lettori in pantofole! Eccomi qua con la recensione dell'ultimo romanzo letto: Colazione da Starbucks di Laura Fitzgerald. Questo libro è stato diverso tempo fermo sullo scaffale, aspettando probabilmente il momento giusto per essere letto, me lo aveva prestato quest'inverno un'amica (e mi scuso per il ritardo!^^) e adesso finalmente quel momento è arrivato e si è rivelata una lettura piacevole. Ma veniamo alla storia.


Tamila Soroush è iraniana e vive con i genitori nella zona nord di Teheran. Il giorno del suo ventisettesimo compleanno, Baba e Maman joon le regalano un passaporto e un biglietto aereo: destinazione Stati Uniti. Papà e mamma le stanno donando un sogno, la speranza di una vita migliore lontana dal regime e dalle sue rigide regole, la libertà, quell'America delle opportunità che i suoi genitori hanno conosciuto in gioventù e che dopo la rivoluzione gli è stata per sempre negata. Adesso Tami può iniziare una nuova vita, anche per loro, e riabbracciare la sorella Maryam che insieme al marito Ardishir ha ottenuto la cittadinanza e vive a Tucson in Arizona. Con gli occhi stupefatti di un bambino Tami scoprirà un nuovo mondo fatto di colori e gioia ma dovrà fare i conti con la sua condizione: il suo visto ha una durata di tre mesi, entro quella data dovrà sposarsi con un iraniano fornito di green card e coltivare così il suo sogno americano o tornare a casa. Prima l'amore, dopo l'anello, e con il matrimonio un bel bambinello, ma questa filastrocca per bambini non vale per una ragazza iraniana. Non c'è niente di romantico negli incontri organizzati da sorella e cognato per farle incontrare il marito perfetto. Tra tradizioni, bizzarri pretendenti  ed equivoci, Tami inizia a frequentare un corso di inglese e conosce persone nuove: Josef, Agata, Edgard e Nadia, la provocante Eva... e comprende per la prima volta di essere padrona del proprio destino. E poi c'è il negozio di Starbucks, proprio davanti all'università, dove lavora Ike con i suoi occhi blu come il Mar Caspio...


Una lettura che ho trovato davvero piacevole per quanto la trama sia ovviamente scontata, un romance del quale sin dall'inizio si può intuire il finale. Ciò che però mi ha colpita e che ho trovato molto originale è la capacità dell'autrice di trattare, in maniera delicata e con un tocco di leggerezza un argomento difficile quale la condizione della donna e le differenze tra Oriente e Occidente. Mentre passeggia per le strade di Tucson, Tami ci strappa molti sorrisi, i suoi occhi sgranati davanti ai micro-completini di Victoria's Secret («A me pare che questa Victoria nasconda ben pochi segreti.» ^^), lo stupore per le promozioni e gli assaggi gratuiti, il primo giro in scooter, le scarpe col tacco e le magliette che lasciano scoperto l'ombelico. Tutto per Tami è nuovo e straordinario... sì perché in Iran le donne devono portare l'hijab, nascondere i loro fluenti capelli, coprirsi il corpo e l'anima, imparare a essere invisibili. Laura Fitzgerald ci racconta un pezzettino di storia della Persia e lo fa davvero con cognizione di causa, tanto che durante la lettura ho pensato più volte: «ma questa autrice è davvero americana?». Sì lo è, per quanto sia sposata con un iraniano, e forse proprio per questo motivo riesce a descrivere così bene l'incontro con l'altro e il tema dell'integrazione. Lo stile è scorrevole e arguto a tratti malinconico e i personaggi davvero ben costruiti. Ho amato in particolare i compagni di classe di Tami, vivaci, divertenti e irriverenti, ciascuno con una storia di immigrazione alle spalle. Una storia romantica con un tocco di originalità che si guadagna quattro pantofole di gradimento.


Di seguito vi posto tutti i dati della mia edizione, ma potete trovare Colazione da Starbucks anche tra i bestseller Piemme. 

Laura Fitzgerald
Colazione da Starbucks

Piemme
Pagine: 336
ISBN: 9788838486845
€ 16,90

TRAMA: La strada tra Teheran e Tucson, Arizona, è lunga, e Tami Soroush, giovane ragazza iraniana, non ha nessuna intenzione di percorrerla una seconda volta, specie in senso contrario. Il giorno del suo ventisettesimo compleanno ha ricevuto un regalo speciale dai genitori: un biglietto di sola andata per gli Stati Uniti, a caccia di fortuna. Ed eccola in America tra mille novità. Dal suo primo reggiseno di Victoria’s Secret al primo giro in scooter fino alla prima danza country, Tami è finalmente libera dall'obbligo di portare l'hijab e dalle rigide regole del suo paese. Ma la legge sull'immigrazione parla chiaro: il suo visto scadrà nel giro di tre mesi, dopodiché dovrà tornare a casa. Ecco perché deve assolutamente trovare un marito che possieda la preziosa cittadinanza e acconsenta a un matrimonio combinato. La sorella maggiore e il cognato, emigrati prima di Tami e ben inseriti nella comunità iraniano-americana, fanno del loro meglio per presentarle dei possibili candidati. Ma l'impresa è tutt'altro che facile e a complicare le cose ci si mette pure l'incontro con il manager di Starbucks, Ike, che, a parte avere gli occhi blu come il Mar Caspio, con l'Iran e le sue tradizioni non c'entra proprio un bel niente. È nel suo corso di inglese che Tami troverà la salvezza, e con l'incoraggiamento di un vulcanico gruppo di nuovi amici potrà continuare a coltivare il suo sogno americano.