martedì 19 settembre 2017

Delitti rock


Sulle lapidi, la riproduzione del messaggio d'addio, scritto a mano, del grande bluesman poco prima di morire e conservato per i posteri dalla sorellastra Carrie: "Gesù di Nazareth, Re di Gerusalemme, mio redentore. So che esisti e che mi chiamerai dalla tomba".
Molti hanno detto che, nel momento in cui viene letto, si ha l'impressione che Satana faccia capolino e sorrida in modo beffardo...   
(Ezio Guaitamacchi, Delitti rock)


Buonasera lettori in pantofole! Oggi sono qui per parlarvi di un libro che mi ha tenuto compagnia durante le vacanze estive. Delitti rock è stato senza dubbio una lettura interessante, accompagnata dalla migliore colonna sonora di sempre. Eppure... be', diciamo che l'opera di Ezio Guaitamacchi ha pregi e difetti e non mi ha mandata in estasi come mi sarei aspettata...

domenica 10 settembre 2017

Le novità in libreria #169



Le novità in libreria è una rubrica a cadenza settimanale che ho creato con lo scopo di parlarvi degli ultimi arrivi sugli scaffali delle nostre librerie. Ogni lunedì vi sottoporrò una scelta tra quelli che più mi hanno colpito.



Buona domenica, lettori in pantofole! Anticipo l'appuntamento con le novità in libreria, domani sarò impegnata tutto il giorno, ma queste novità in uscita non possono proprio aspettare. ^^
Tre titoli che mi sono piaciuti da subito e che non vedevo l'ora di condividere con voi. 
Inizio dallo scozzese John Niven, il cui ultimo romanzo (in uscita il 12 settembre) promette un intrattenimento decisamente sopra le righe. Quattro anziane signore in fuga dall'ospizio, una rapina e la Costa Azzurra... vi ho incuriositi?
Con Peccati gloriosi (in libreria a partire dal 13 settembre), invece, ci spostiamo a Cork dove sei vite si intrecciano attorno a uno strano delitto. Lisa McInerney, vincitrice del Baileys Women's Prize for Fiction nel 2015, è pronta a stupire con le voci spietate, disperate e irriverenti dell'Irlanda contemporanea.

sabato 9 settembre 2017

Indian Creek


Una volta partiti i guardacaccia, la tenda che avevamo montato sembrò ancora più piccola. Restai lì in piedi, e tremai per una folata d'aria che mi sembrò correre lungo il collo. Era davvero casa mia ora? La mia casa per i prossimi sette mesi? Per l'intero inverno? Da solo? Alzai lo sguardo verso le pareti ripide e scure del canyon, che bloccavano già il sole di metà pomeriggio. Al di là di quelle pareti di pietra e alberi non c'era nient'altro che la natura selvaggia della Selway-Bitterroot. Ero solo nel cuore della natura.   
(Pete Fromm, Indian Creek)


Buon weekend, lettori in pantofole! Eccomi qua per parlarvi della mia ultima lettura. Una lettura fresca fresca, ho voltato l'ultima pagina giusto ieri, ma sento il bisogno di fissare un po' i pensieri, che in questi ultimi giorni hanno vorticato in luoghi inospitali, affascinanti, decisamente mozzafiato. Il diario/memoriale di Pete Fromm è stato relegato sugli scaffali per tanto tempo (mamma Laura l'ha letto prima di me e se volete conoscere anche il suo pensiero potete leggerlo qui), ma riscoprirlo in questo periodo è stata decisamente una bella avventura, un viaggio che non mi pento di aver intrapreso...

venerdì 1 settembre 2017

Lions


Rimanere a Lions? Impensabile. Non solo era quasi disabitata, ma anche maledetta, un luogo pervaso di luce accecante e mulinelli di polvere. Non c'era niente, tranne il vento e il sole bianco. Era come non essere da nessuna parte, persi nel nulla. Sotto i piedi il vuoto. A Lions non c'era futuro. Non importava quanti aneddoti ti avessero raccontato sugli anni passati, quanti piani avessi in serbo per il domani: eri prigioniero di un eterno presente.  
(Bonnie Nadzam, Lions)


Buon venerdì lettori in pantofole! Oggi vorrei parlarvi di un romanzo che ho letto diversi mesi fa. Purtroppo all'epoca non sono riuscita a condividerlo con voi, perché lontana da queste pagine ma credo che spendere due parole su Lions di Bonnie Nadzam sia doveroso, visto che si è rivelata una lettura intensa sotto tanti punti di vista, primo fra tutti l'affresco che l'autrice tratteggia di quella real America che tanto amo...

venerdì 25 agosto 2017

Prendila così


... e adesso era l'ora in cui in tutte le case del vicinato le belle donne si profumavano e si infilavano braccialetti di smalto e davano il bacio della buonanotte ai loro bei bambini, l'ora della grazia apparente e della musica promessa, e persino lì, nel giardino di Maria, l'aria odorava di gelsomino e l'acqua della piscina toccava i trenta gradi. L'acqua della piscina toccava sempre i trenta gradi ed era sempre pulita. Era contemplato nel contratto d'affitto.  
(Joan Didion, Prendila così)


Buongiorno lettori in pantofole! Oggi vi parlo del mio primo incontro con Joan Didion. Ebbene sì, lo ammetto, non avevo mai letto niente di questa autrice iconica che da oltre cinquant'anni racconta l'America, le sue contraddizioni, i suoi dissidi interni. Adesso, complice il mio viaggio in California e le letture delle Mini Book Riders mi sono decisa a colmare questo vuoto iniziando da Prendila così, romanzo pubblicato nel lontano 1970 ma tradotto in Italia soltanto nel 2014.
L'approccio è stato sorprendente e in un certo senso destabilizzante ma, per non far torto a nessuno, partiamo dalla storia: