Scoppiai a piangere in mezzo al campo. Presi dallo zaino una manciata di banconote e gliele lanciai ai piedi. Amare qualcuno è un affare complicato: ero ferita a morte, eppure non gliele lanciai addosso. Non avrei mai potuto.
«Non ti rivolgerò mai più la parola!» gli urlai. «La vita è lunga, non sarai mica l’unico a piacermi!»
Be’… a oggi è stato l’unico. Ecco perché non bisognerebbe mai fare certe affermazioni: portano sfortuna.
(Zhao Qianqian, Un amore così bello)

Ecco, diciamocelo, di Un amore così bello sono andata a caccia, letteralmente. Dal romanzo di Zhao Qianqian, infatti, è stato tratto un drama che ho sinceramente amato. E non sto parlando del suo remake sudcoreano ma del cinese A Love so Beautiful con l’adorabile Shen Yue, che forse qualcuno ricorderà in Meteor Garden, e lo spilungone Hu Yitian. Be’, ero troppo curiosa di conoscere la storia da dove tutto è cominciato, e così ho messo le mani sul malloppo… 456 pagine di romance, il che non è da me, ma a Chen Xiaoxi e Jiang Chen non ho saputo resistere una volta di più.


