venerdì 18 agosto 2017

La pattuglia dell'alba


L'oceano ha un colore che non è azzurro né verde né nero, ma prende qualcosa da tutti e tre.
In attesa dell'onda, Boone Daniels si tiene a cavalcioni della vecchia longboard come un cowboy su un pony.
È in servizio di pattuglia. La Pattuglia dell'Alba.
(Don Winslow, La pattuglia dell'alba)


Buongiorno lettori in pantofole! Le vacanze sono finite e, come promesso, torno a parlarvi delle mie letture estive. Ho letto La pattuglia dell'alba prima della mia avventura in California con le Mini Book Riders della McMusa (ma avremo modo di riparlarne ^^). È uno dei romanzi sulle cui tracce ci siamo mosse a San Diego e, ve lo dico spassionatamente, mi ha davvero entusiasmata! Tanto che adesso sono già alla ricerca del prossimo romanzo di Winslow da mettere in lettura (c'è davvero l'imbarazzo della scelta ^^).
Intanto, come sempre, partiamo dalla storia:

martedì 1 agosto 2017

Jerry's Diary #11: ricomincio dagli States


Buongiorno lettori in pantofole!
Da quanto tempo non dicevo queste semplici parole! Sono scomparsa, lo so, ho cercato di farmi viva almeno sulla pagina FB ma, ve lo dico sinceramente, non ce la facevo proprio.

Questo è un anno strano, sotto tanti punti di vista, ma forse il più importante è quello lavorativo. Sto seguendo un nuovo progetto e... be' all'inizio mi ha destabilizzato. Dovrei esserci abituata, in fondo ho sempre spaziato moltissimo, ma stavolta è stato un po' più faticoso, come se l'ingranaggio si fosse inceppato.

La conclusione? Tanto olio di gomito e sono ripartita...  a scapito però di queste pagine. E così mi sono detta: lascio, stacco la spina per un po' me ne vado in ferie e quando torno vedo di mettere un po' d'olio anche sugli ingranaggi di Libri in pantofole... 


martedì 23 maggio 2017

Fedoro


Il gatto che faceva surf era strano da molti punti di vista.
Punto numero uno: era un gatto che faceva surf.
Punto numero due: Indossava una maglietta. Sopra c'era scritto IL GATTO REGNA, IL CANE ROGNA.
Punto numero tre: stringeva tra le zampe un ombrello chiuso come se avesse paura di bagnarsi...
Punto numero quattro: nessun altro in spiaggia sembrava vederlo. 
  (Katherine Applegate, Fedoro)

Buon pomeriggio lettori in pantofole! Oggi mi dedico a una nuova recensione. Ho letto Fedoro il mese scorso. Faceva parte del mio bottino dalla Children's Book Fair di Bologna, e devo dire che è stata la lettura giusta al momento giusto: leggera, poetica e sorniona. Del resto un libro per ragazzi dovrebbe essere proprio così...

giovedì 18 maggio 2017

Jerry's Diary #10: Say Hello to Heaven


Buonasera lettori in pantofole! È dura, è dura stasera trovare le parole. Io non ci riesco, eppure le parole fanno parte di me, le inseguo, le cerco, sono mie buone amiche nella vita e nel lavoro ma stasera mi sfuggono.
Non riesco a dire cosa ho provato questa mattina quando mi hanno detto che uno degli idoli della mia adolescenza non c'era più, stroncato in maniera improvvisa, assolutamente inaspettata. 
Chris Cornell si è spento ieri all'età di 52 anni e io non sono capace di raccontarvi chi era, cosa hanno significato le sue canzoni per me, cosa ancora rappresentino... e poi in fondo, a voi che cosa importa. Eppure durante tutta la giornata mi è rimbalzato in testa il passo di un libro (del resto qui si parla soprattutto di libri), uno di quelli che la musica la raccontano. E questo, in particolare, tratteggia un'epoca, l'epoca in cui Seattle conquistò il mondo e i cuori di tanti di noi:

Finisco al Seattle Center, il "parco giochi" della città. Siedo di fronte all'International Fountain, teatro delle veglie per Kurt Cobain e Layne Staley. Alla mia sinistra c'è la Key Arena, dove nel 2000 i Pearl Jam provarono a esorcizzare la morte. Mi guardo attorno: non vedo camicie di flanella e nemmeno Doc Martens, né jeans strappati. La vasca della fontana è occupata da bambini che giocano coi getti d'acqua intermittenti... È una meravigliosa giornata di sole, una di quelle in cui la vita sembra bellissima e invincibile. Gli altoparlanti trasmettono una selezione di musica di Seattle anni '90. È la prima volta che accade da quando sono arrivato. Che strano: sono stato costretto a cercarlo, il grunge, in questa città che sembra averlo dimenticato. E ora me lo ritrovo all'International Fountain. È un contrasto stranamente rassicurante: la leggerezza d'animo dei bambini che giocano con l'acqua e i suoni pesanti di Would? e Smells Like Teen Spirit. La vitalità dei bimbi è contagiosa e rende quelle note belle e distanti, come alleggerite dal carico d'angoscia che da vent'anni si portano appresso. Questi bambini non erano nemmeno nati quand'è morto Kurt Cobain. Un giorno daranno a queste canzoni un nome nuovo e un altro significato. Forse le ameranno. Forse le fraintenderanno. Forse le strapperanno dalla lenta consunzione che le sbiadisce. Forse ne scriveranno di nuove. Sarebbe un gran finale.
(Claudio Todesco, Grunge. Il rock dalle strade di Seattle)

E stasera davvero ad aver diritto di parlare è solo la musica. Mettete su un pezzo, uno qualsiasi, che siano i Temple of the Dog, i Soundgarden, gli Audioslave, alzate il volume e ascoltate...

venerdì 12 maggio 2017

Dalia Nera


Addio Betty, Betsy, Liz. Eravamo tutti e due dei balordi, le nostre strade avrebbero dovuto incontrarsi prima di quell'incrocio fra la Trentanovesima e la Norton. Forse ci saremmo intesi. Forse insieme ce l'avremmo fatta.
  (James Ellroy, Dalia Nera)

Buonasera lettori in pantofole! Eccomi di ritorno ^^, il blog procede a rilento ma è ancora in vita... E infatti torno per parlarvi di una recente lettura. Mi sono avvicinata a James Ellroy con grandissima curiosità, visto anche il mio progetto estivo di visitare i luoghi del noir americano.
Be', Dalia Nera è il primo volume della cosiddetta Tetralogia di Los Angeles ed è ispirato a un fatto di cronaca clamoroso, uno dei casi irrisolti più famosi d'America: l'omicidio di Elizabeth Short... Ma come sempre partiamo dalla storia: