È un bel mondo quello della carta da corrispondenza, dei francobolli commemorativi, delle buste e degli adesivi per sigillarle. Non solo trovo che una lettera confezionata ad arte abbia lo stesso fascino di un kimono indossato con tutti i crismi, ma mi fa quasi tenerezza l’idea di andare apposta a imbucarla. E via a fantasticare su immagini fiabesche di piccoli uffici postali simili a stazioni di campagna e su scatole di legno piene zeppe di vecchi timbri in gomma sistemate a ogni sportello.
(Horikawa Asako, Il meraviglioso ufficio postale di Tōten)

Primo romanzo di questo 2026! Devo dire che Il meraviglioso ufficio postale di Tōten è stato una scoperta, piacevole e “sui generis”, un romanzo sospeso nel tempo e nello spazio, un mix di suggestioni e generi che affondano nel folklore e nelle tradizioni nipponiche, con quel piglio un po’ “manga” che mi ha strappato non pochi sorrisi e… qualche lacrimuccia!
IL MIO PENSIERO
La cartina parlava chiaro. Le poste Tōten, il cui nome significava «ascesa verso il cielo», erano in un luogo quantomeno bizzarro, vale a dire in cima al monte Inu. Sebbene tale altura non fosse certo il monte Fuji né una vetta delle Alpi giapponesi, restava il fatto che l’ufficio sorgeva veramente sul cocuzzolo di una montagna…
Abe Azusa ha appena terminato l’università, ma mentre i suoi compagni sembrano già sul pezzo, hanno trovato un impiego e si sono “sistemati”, lei non ha idea di cosa fare, scrive curriculum su curriculum, segue i colloqui di orientamento ma il futuro le appare incerto e trovare un lavoro sembra un’impresa titanica, finché… quel curriculum viene selezionato. Perché Abe ha una dote particolare, sa “trovare gli oggetti smarriti” e ai suoi nuovi datori di lavoro, le poste Tōten, a quanto pare risulta una qualità non da poco. E allora vai di fantasia, Abe inizia subito a fantasticare di amene stazioni di posta nipponiche e luoghi incantevoli. Peccato che le poste Tōten siano invece un luogo quantomeno sopra le righe e Abe, e il lettore con lei, lo scoprirà “a sue spese”.
Tra libretti karmici, antiche maledizioni, sigilli rituali e personaggi che sembrano usciti dritti dalle pagine di un manga, scopriamo che le poste Tōten sono in realtà una zona di “confine”, il punto di contatto tra l’aldilà e l’aldiqua ^^.
Le poste Tōten sono il vestibolo dell’inferno, somigliano a un ufficio postale ma non lo sono, nel senso che non servono, in concreto, a chi vive in questo mondo.
E in un attimo quello che aveva tutta l’aria di un romanzo di formazione si tramuta in un fantasy che affonda le radici nel folklore giapponese, e il lettore, insieme alla protagonista, si trova a fare i conti con la morte e con le sue infinite sfaccettature. Ma non finisce qui, perché accanto al direttore Akai, al “corvino” Aoki, all’energumeno Onizuka e al vecchio Tōten spuntano personaggi come la “cadaverica” e trapassata Mariko e allora la storia vira ancora al racconto di fantasmi e al “noir”. A conquistarmi sono stati proprio la miriade di personaggi e le innumerevoli sfumature che Horikawa Asako ha saputo imprimere al suo racconto, ricco di gag, capace di strappare sorrisi ma anche qualche lacrima, e se il finale può risultare a prima vista affrettato, in realtà è perfettamente in linea con tutto l’andamento del romanzo, che vive un po’ al confine, che ricorda – in certi tratti, in certi personaggi, in certe svolte della trama – il mondo manga e anime.
Cinque pantofole. Una storia che mi ha affascinata, risucchiata, divertita e intrattenuta, che è poi quello che dovrebbero fare un po’ tutte le storie, no? E per finire una menzione speciale a Mariko, il mio personaggio preferito, questa cadaverica, esile e bruciacchiata “spettra” capace di ricordarci che l’amicizia davvero travalica ogni confine.
Di seguito vi lascio tutti i dati del volume uscito per Einaudi a maggio dello scorso anno:

HORIKAWA ASAKO
Il meraviglioso ufficio postale di Tōten
editore: Einaudi; pagine: 208; EAN: 9788806265328
data di pubblicazione: 20 maggio 2025
brossura: € 18.00
Abe Azusa è una giovane in cerca di lavoro. Contro ogni previsione, la singolare abilità nel trovare oggetti smarriti, inserita nel curriculum quasi per gioco, le frutta un impiego presso un misterioso ufficio postale in cima a una montagna. Un edificio che la gente della zona ritiene infestato dai fantasmi e i cui dipendenti sembrano usciti da una favola: lo scorbutico signor Aoki, addetto all’emissione di libretti postali dove si può controllare il proprio saldo karmico; il vecchio signor Tōten, imbattibile nel recapitare la posta ai morti; lo sfuggente e palestrato Onizuka, un giovanotto che pare uscito da un fumetto della Marvel. Coinvolta in una spirale incalzante di eventi, Azusa non solo avrà la conferma che l’ufficio postale di Tōten si trova in uno spazio surreale, ma scoprirà che la morte ha moltissime sfaccettature, e proprio per questo non è meno complessa della vita.
Traduzione di: Alessandro Passarella
CHI È HORIKAWA ASAKO:
è nato nella prefettura di Aomori nel 1964 e il suo romanzo d'esordio, pubblicato nel 2006, ha vinto il Japan Fantasy Novel Award. Il meraviglioso ufficio postale di Tōten (Einaudi 2025) è il suo libro di maggior successo.
(Purtroppo non sono riuscita a trovare sul web nessuna foto dell'autore.)
E come inaugurare le nostre colonne sonore “librose” in questo 2026? Ma con i Radwimps e l’affascinante Suzume, interpretata da Toaka, tratta dall’omonimo lungometraggio di Makoto Shinkai del 2022. Sì, perché il Portale del Cielo e dell’Inferno che si erge nei giardini alle spalle dell’ufficio postale Tōten mi ha inevitabilmente fatto pensare alla porta abbandonata di Suzume, anch’essa confine con l’aldilà.
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