martedì 3 marzo 2026

Il gatto che voleva salvare i libri

Una pelliccia di tre vividi colori, una folta coda, degli occhi brillanti e penetranti, e due orecchie a forma di triangolo isoscele. Era un gatto a tutti gli effetti.
I suoi lunghi baffi ebbero un rapido e quasi impercettibile fremito. «Hai per caso problemi di vista, ragazzino?» chiese senza tanti complimenti.
«Be’, insomma…» farfugliò Rintarō «non è che io sia proprio un’aquila, ma fino a vedere che davanti a men c’è un gatto parlante ci arrivo!»

(Sōsuke Natsukawa, Il gatto che voleva salvare i libri)
 

Il gatto che voleva salvare i libri è stato un acquisto un po’ d’impulso, il giorno del mio compleanno. Cercavo letture leggere, d’evasione, e una storia a quattro zampe, un romanzo per ragazzi, mi è sembrata la scelta migliore. Be’, l’opera di Sōsuke Natsukawa alla fine si è rivelata molto di più. Quella che a prima vista poteva sembrare una semplice storia di formazione e amicizia si è trasformata in una bellissima riflessione sui libri e la lettura, sull’importanza e l’influenza che questi scrigni di carta hanno per i lettori…

IL MIO PENSIERO
La libreria Natsuki era un piccolo negozio che si trovava quasi semisepolto in una zona della città vecchia, e presentava una struttura in qualche modo peculiare. Dall’entrata partiva un corridoio lungo e stretto che proseguiva verso il fondo, e su entrambe le pareti erano incassati imponenti scaffali di libri alti fino al soffitto che sembravano dominare chiunque.
E questa piccola libreria tradizionale dell’usato è tutto ciò che resta al giovane Natsuki Rintarō, studente delle superiori, dopo la morte del nonno; nonno con il quale è cresciuto e che da solo aveva gestito per tanti anni il suo negozietto. Ma adesso che fare? Chiudere la libreria e trasferirsi da sua zia? E la scuola? Deve proprio andarci? Le decisioni da prendere sono tante, ed è troppo per un hikikomori, un ragazzino introverso e impacciato che si sente al sicuro solo tra le vecchie quattro mura di quella libreria, a sfogliare volumi su volumi. Finché… Finché un gattone soriano di nome Tora non fa irruzione tra gli scaffali, un gattone parlante che vaneggia di libri segregati e da salvare. Ecco che il realismo magico giapponese fa la sua irruzione nella vita di Rintarō e da quel momento l’avventura ha inizio. Un’avventura fantastica tra labirinti, scaffali e personaggi sopra le righe, ma anche una grande metafora sulla lettura e sull’importanza dei libri. Perché, diciamocelo, c’è chi i libri li tiene nascosti, se ne impossessa, li mette sottochiave per farne semplicemente una questione di status sociale; c’è chi li ritaglia, in senso metaforico, nel tentativo di stare al passo con la frenesia della modernità; e c’è chi li vende, ne fa un semplice oggetto di consumo, svuotandoli completamente di ogni contenuto e valore.

Nel seguire la coda dello sdegnoso gatto, Rintarō, e inevitabilmente anche il lettore, inizia a porsi delle domande. Cosa significa amare i libri? A cosa servono i libri? A intrattenere? A educare? Ho amato soprattutto questo di Sōsuke Natsukawa, la naturalezza con cui la sua scrittura fa germogliare spunti e riflessioni, perché Rintarō inizia ad aprire gli occhi durante la sua avventura (e noi con lui) ad allargare lo sguardo a chi gli sta intorno, e si rende conto che i libri sono anche un tramite, un ponte per avvicinarsi agli altri. Del resto il nonno glielo diceva sempre: «Nelle vecchie opere che hanno valicato i confini del tempo è già insita una grande forza. Se leggerai molte di queste storie, ti procurerai un sacco di amici su cui poter contare».

Rintarō si accorge di non essere solo, ma soprattutto si accorge di aver bisogno degli altri: ci sono il senpai Akiba Ryōta e la spigliata rappresentante di classe, Yuzuki Sayo, e c’è la zia col suo faccione tondo e l’adorata Cinquecento parcheggiata davanti alla libreria.
Anche a questo servono i libri, a creare un legame con chi ci sta intorno, e forse l’insegnamento più grande che un paio di baffi e due orecchie a punta vogliono portare alla nostra attenzione è l’empatia: leggere è un modo per rallentare, e immedesimarsi nelle storie e nelle emozioni contenute nei libri aiuta a connetterci più genuinamente con le nostre vite e coloro che ne fanno parte.
5 pantofole. Un romanzo che profuma di magia, un romanzo ricco di spunti e riflessioni in cui è facile perdersi… nel caso vi basterà seguire due occhi color giada e una lunga coda sferzante.

Di seguito vi lascio tutti i dati del volume, uscito in edizione tascabile nell’ottobre del 2022. Tra l’altro Tora fa capolino anche in un altro volume di Sōsuke Natsukawa, Il gatto che voleva salvare la biblioteca, uscito sempre per Mondadori nel 2024.

SŌSUKE NATSUKAWA

Il gatto che voleva salvare i libri
editore: Mondadori; pagine: 228; EAN: 9788804756552
data di pubblicazione: 25 ottobre 2022
brossura: € 13.00 
Una piccola libreria, un ragazzino introverso, un gatto parlante. Una favola moderna sulla potenza dei libri, dell'immaginazione e dell’amore.
La libreria Natsuki è un luogo speciale: un negozio polveroso e solitario, dove gli amanti della lettura possono trovare, tra le pagine dei grandi capolavori di tutto il mondo, un'oasi di pace, un rifugio lontano dal frastuono della quotidianità. Quando il proprietario, uomo colto e appassionato, muore improvvisamente, il nipote Rintarō, un ragazzino timido e introverso, eredita la libreria. Il nonno si è preso cura di lui dopo la morte di sua madre e, ora che è scomparso, Rintarō deve imparare a fare a meno della sua saggezza dolce e pacata. La libreria è sull'orlo del fallimento: un'eredità pesante per il ragazzo, anche perché i segnali dal mondo sono piuttosto scoraggianti: poca gente è davvero interessata alla lettura. Un giorno, mentre Rintaro si crogiola malinconico nel ricordo del nonno, entra in libreria un gatto parlante. Nonostante le iniziali perplessità del ragazzino, il gatto lo convince a partire per una missione molto speciale: salvare i libri dalla loro scomparsa. Inizia così la storia di un'amicizia magica: un'avventura che li porterà a percorrere quattro diversi labirinti per risolvere altrettante questioni esistenziali sull'importanza della lettura e sulla forza, infinita e imperscrutabile, dell'amore. Una favola dei nostri tempi, un'ode straordinaria al potere del libro e dell'immaginazione.
Traduzione di: Bruno Forzan

CHI È SŌSUKE NATSUKAWA:
(Osaka 1978), medico, con il romanzo d’esordio Kamisama No Karute (I registri medici di Dio) ha vinto il prestigioso premio Shogakukan e ha venduto oltre uno 1,5 milioni di copie. Il romanzo è diventato anche un film. Il suo secondo libro, Il gatto che voleva salvare i libri, è un bestseller internazionale. Dello stesso autore è uscito per Mondadori Il gatto che voleva salvare la biblioteca (2024).


E a proposito di felini, chiuderei questa recensione con un brano dei Yorushika gruppo J-pop composto dal chitarrista e compositore n-buna e dalla vocalist Suis. Ci andiamo ad ascoltare Hana ni bourei (Ghost in a Flower) dall’album Plagiarism del 2020 che è inserito anche nella colonna sonora del film d’animazione Miyo – Un amore felino.

Nessun commento:

Posta un commento

Accomodatevi, infilate le pantofole e... lasciate un commento!