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giovedì 2 aprile 2026

Da Shippo: pasti caldi e gatto ospitale

“Miao.”
Aveva il manto candido, chiazzato di nero e marrone. Doveva essere un cosiddetto tricolore dal pelo pastello. La coda era leggermente più lunga di quella di un gatto normale e, a giudicare dalle dimensioni, era un esemplare adulto. Lo sguardo un po’ dispettoso lo rendeva ancora più carino. Gli occhietti rivolti verso la ragazza, i piccoli movimenti della coda, il miagolio – tutto di quel micio non faceva che esaltare il suo aspetto grazioso.

(Yuta Takahashi, Da Shippo: pasti caldi e gatto ospitale)
 

Una locanda nascosta in un vicolo poco frequentato, un santuario shintoista che incombe sullo sfondo e una lunga coda arrotolata dentro una pentola di terracotta… Eccomi con la mia ultima lettura con “baffi e coda”. Da Shippo: pasti caldi e gatto ospitale è stato un acquisto un po’ così, di impulso, quando senti il bisogno di una lettura lineare, che non richieda troppi sforzi e, soprattutto, consolatoria. Ed è proprio questo che è, un cozy book, la coccola che rimette a posto una giornata storta, una storia senza pretese, ma calda e avvolgente… insomma che ti fa ben sperare.

martedì 3 marzo 2026

Il gatto che voleva salvare i libri

Una pelliccia di tre vividi colori, una folta coda, degli occhi brillanti e penetranti, e due orecchie a forma di triangolo isoscele. Era un gatto a tutti gli effetti.
I suoi lunghi baffi ebbero un rapido e quasi impercettibile fremito. «Hai per caso problemi di vista, ragazzino?» chiese senza tanti complimenti.
«Be’, insomma…» farfugliò Rintarō «non è che io sia proprio un’aquila, ma fino a vedere che davanti a men c’è un gatto parlante ci arrivo!»

(Sōsuke Natsukawa, Il gatto che voleva salvare i libri)
 

Il gatto che voleva salvare i libri è stato un acquisto un po’ d’impulso, il giorno del mio compleanno. Cercavo letture leggere, d’evasione, e una storia a quattro zampe, un romanzo per ragazzi, mi è sembrata la scelta migliore. Be’, l’opera di Sōsuke Natsukawa alla fine si è rivelata molto di più. Quella che a prima vista poteva sembrare una semplice storia di formazione e amicizia si è trasformata in una bellissima riflessione sui libri e la lettura, sull’importanza e l’influenza che questi scrigni di carta hanno per i lettori…

mercoledì 28 gennaio 2026

Il meraviglioso ufficio postale di Tōten

È un bel mondo quello della carta da corrispondenza, dei francobolli commemorativi, delle buste e degli adesivi per sigillarle. Non solo trovo che una lettera confezionata ad arte abbia lo stesso fascino di un kimono indossato con tutti i crismi, ma mi fa quasi tenerezza l’idea di andare apposta a imbucarla. E via a fantasticare su immagini fiabesche di piccoli uffici postali simili a stazioni di campagna e su scatole di legno piene zeppe di vecchi timbri in gomma sistemate a ogni sportello.
(Horikawa Asako, Il meraviglioso ufficio postale di Tōten)
 

Primo romanzo di questo 2026! Devo dire che Il meraviglioso ufficio postale di Tōten è stato una scoperta, piacevole e “sui generis”, un romanzo sospeso nel tempo e nello spazio, un mix di suggestioni e generi che affondano nel folklore e nelle tradizioni nipponiche, con quel piglio un po’ “manga” che mi ha strappato non pochi sorrisi e… qualche lacrimuccia!
 

domenica 25 maggio 2025

Le piccole storie della locanda Kamogawa

Gli occhi fissi sugli appunti, Nagare la pregò di essere più chiara, ma, nel bel mezzo della spiegazione, alzò il viso dall’agenda e la interruppe seccamente. – Koishi, noi indaghiamo e basta. Al resto ci penserà il destino.
A quelle parole, la giovane annuì in silenzio.

(Kashiwai Hisashi, Le piccole storie della locanda Kamogawa)


Se dovessi riassumere le emozioni di questa lettura in due parole, direi “una coccola”. Dopo aver letto il primo volumetto di Hisashi dedicato ai detective del cibo (Le ricette perdute del ristorante Kamogawa), sono tornata senza colpo ferire a immergermi tra le sue pagine, a immergermi tra le delicatezze e le malinconie di profumi e sapori che aleggiano tra i tavoli dell’anonimo locale gestito da Nagare e sua figlia Koishi. Un libretto garbato, intriso di ricordi perduti, descrizioni delicate e puntuali e fugaci suggestioni… una coccola insomma.

lunedì 31 marzo 2025

Erin the Beast Player

Volevo solo sapere, solo capire… Ho camminato in equilibrio sull’orlo dell’abisso tra uomini e bestie, e ho pizzicato le corde dell’arpa una per una, controllando ogni suono per cercare di raggiungerti, perché volevo sapere cosa pensavi.
E poi mi hai parlato anche tu, rispondendo una nota alla volta. Abbiamo esplorato le menti imperscrutabili l’una dell’altra, a cavallo di quel precipizio senza fondo.?

(Nahoko Uehashi, Erin the Beast Player)


Buonasera, lettori in pantofole come ve la passate? Finalmente ho trovato un momento per buttare giù i miei pensieri su questo romanzo! Devo dire che da Erin the Beast Player sono rimasta subito affascinata, vuoi per l’ambientazione, vuoi per la copertina accattivante, insomma ho iniziato a seguire il tam tam online e appena l’ho visto in libreria non mi sono trattenuta. Be’, è stata una delle poche volte in cui le aspettative non sono state disattese, mi sono immersa in una lettura sognante, coinvolgente, che mi ha rapita e conquistata…

sabato 15 ottobre 2022

Tokyo - Stazione Ueno

Se il tempo continuasse a scorrere così, talmente lento che è impossibile percepire persino il suo scorrere... Chissà se la morte è il tempo che si ferma, mentre in questo spazio rimango solo io... O se lo spazio e io veniamo cancellati, e solo il tempo resta... Dov'è andato Kōichi? Davvero, ormai, non è più da nessuna parte?

(Yu Miri, Tokyo - Stazione Ueno)


Buon weekend, lettori in pantofole! Per la serie chi non muore si rivede, eccomi qua, dopo quasi un anno torno a fare capolino in questo spazio.
Complice la lettura appena completata, il momento storico che non è proprio dei migliori e soprattutto il bisogno di comfort zone, di circondarmi delle cose che amo di più e ci sono sempre, ho deciso di riesumare questo angolino e condividere con l'etere, ancora una volta, le mie esperienze di lettura.
E Yu Miri, autrice giapponese di origini coreane, insignita proprio per questo romanzo del National Book Award, è stata davvero una bella esperienza...