Volevo solo sapere, solo capire… Ho camminato in equilibrio sull’orlo dell’abisso tra uomini e bestie, e ho pizzicato le corde dell’arpa una per una, controllando ogni suono per cercare di raggiungerti, perché volevo sapere cosa pensavi.
E poi mi hai parlato anche tu, rispondendo una nota alla volta. Abbiamo esplorato le menti imperscrutabili l’una dell’altra, a cavallo di quel precipizio senza fondo.?
(Nahoko Uehashi, Erin the Beast Player)

Buonasera, lettori in pantofole come ve la passate? Finalmente ho trovato un momento per buttare giù i miei pensieri su questo romanzo! Devo dire che da Erin the Beast Player sono rimasta subito affascinata, vuoi per l’ambientazione, vuoi per la copertina accattivante, insomma ho iniziato a seguire il tam tam online e appena l’ho visto in libreria non mi sono trattenuta. Be’, è stata una delle poche volte in cui le aspettative non sono state disattese, mi sono immersa in una lettura sognante, coinvolgente, che mi ha rapita e conquistata…
IL MIO PENSIERO

Erin, senza battere le palpebre né respirare, fissò la creatura che volava sopra di lei, cercando di imprimere quell’immagine nella memoria: ali dall’apertura grande quanto la sporgenza rocciosa, un manto aghiforme di un argento abbagliante, un muso feroce come quello di un lupo e grosse zampe con artigli affilati…
Un universo fantastico al confine tra mito e leggenda, un’oscura maledizione, un popolo misterioso, animali selvaggi e straordinari… gli elementi c’erano tutti per conquistarmi e così mi sono immersa nella storia della giovane Erin, figlia del popolo degli Aryo, rimasta orfana dopo la tragica morte della madre Soyon. Erin ha vissuto la sua infanzia in un villaggio di custodi, coloro che sono incaricati di prendersi cura dei tōda, temibili e sanguinari serpenti d’acqua usati nel regno divino di Ryoza quali strumenti di attacco, vere e proprie armi al servizio dell’esercito. Quando alcuni esemplari muoiono misteriosamente sua madre viene accusata di negligenza e tradimento e condannata a morte. Erin si ritrova così, all’improvviso, sola e fuggitiva, conscia per la prima volta della vastità del mondo. Un mondo popolato da creature straordinarie, creature assoggettate alla volontà dell’uomo: da una parte i tōda, appunto, strumento di morte e conquista, dall’altra le ōjū imponenti creature alate allevate quale simbolo della divinità della Yojie sovrana del sacro regno di Ryoza. Ma è sempre stato così? La giovane Erin imparerà a conoscere queste creature, ad amarle, a instaurare con loro un rapporto, e per farlo sarà disposta a infrangere regole tramandate da secoli… perché Erin the Beast Player è insieme un fantasy e un romanzo di formazione. Con una prosa lineare, semplice, limpida come il manto rilucente di una ōjū sotto il sole, Nahoko Uehashi ci precipita nei pensieri di questa ragazzina taciturna, animata da una profonda sete di conoscenza e un altrettanto profondo amore per le creature che popolano la terra al di qua delle Afon Noa, le sacre montagne.
Ciò che ho apprezzato di più in questo romanzo è proprio la linearità, la semplicità con cui l’autrice ci accompagna tra le pagine. Nessun artificio tecnico, solo il gusto di raccontare una storia, di presentarci un universo fantastico che poi ha in sé così tanto di reale. Sì, perché le passioni, le brame, gli egoismi che muovono i fili della trama e il destino di Erin e della ōjū Riran sono decisamente tutti umani…
Quattro pantofole e mezzo. Non dò il massimo a malincuore, perché Erin the Beast Player è stata davvero una lettura piacevole e coinvolgente ma il romanzo resta decisamente aperto e, ahimè, il mio rapporto con le serie non è dei migliori, la scottatura è sempre dietro l’angolo. Del resto in patria Kemono no sōja si compone di ben quattro volumi pubblicati tra il 2006 e il 2009. In Italia le pubblicazioni sono state accorpate in due volumi, quindi alla fine il giudizio resta per il momento sospeso in attesa del volume finale…
Di seguito vi lascio tutti i dati dell’edizione italiana pubblicata da Fazi editore proprio lo scorso gennaio:

NAHOKO UEHASHI
Erin the Beast Player
editore: Fazi Editore; pagine: 432; EAN: 9791259676085
data di pubblicazione: 14 gennaio 2025
brossura: € 18.50
Si può colmare la distanza che separa gli esseri umani dagli animali? È l’amore a unire tutte le forme di vita, o la paura?
Nel villaggio dei custodi del granducato dell’Aruhan, Soyon ha una responsabilità importante: prendersi cura dei temibili serpenti d’acqua dell’esercito del granduca, i tōda. Quando però alcuni esemplari muoiono misteriosamente, la donna viene condannata a morte e, usando una tecnica proibita, riesce a mettere in salvo sua figlia Erin, finita insieme a lei nella palude dei tōda più feroci. Approdata sulla remota costa di un lago nel regno di Ryoza, Erin viene accolta da un vecchio apicoltore che le insegna tutto sulle api e sulle ōjū selvatiche, gigantesche e in apparenza pericolosissime creature alate. Contravvenendo alle regole millenarie e seguendo le sue intuizioni e conoscenze, Erin sarà il primo essere umano a creare, grazie anche alle note di un’arpa, un legame speciale con un cucciolo di ōjū di cui si prende cura. Questo legame le garantisce un ruolo importante ma la coinvolge anche in complotti politici che mettono in pericolo lei, le persone che le sono vicine e le stesse creature alate. Erin dovrà rischiare il tutto per tutto non solo per salvare se stessa, ma anche per impedire che le sue amate ōjū vengano trasformate in armi di distruzione.
Due forze in lotta tra loro, una ragazza con un potere da scoprire e leggendarie creature regali che solo lei è in grado di capire e proteggere: una saga fantasy coinvolgente e sofisticata da una delle scrittrici più lette di sempre in Giappone.
Traduzione: Roberta Lo Cascio

CHI È NAHOKO UEHASHI:
nata a Tokyo nel 1962, si è laureata in Antropologia all'università di Rikkyō e ha insegnato alla Kawamura Gakuen Women's University. Ha esordito nel 1989 con il romanzo fantasy Seirei no ki e i suoi libri hanno venduto oltre tre milioni di copie nel mondo. Ha vinto numerosi premi tra cui l'Hans Christian Andersen Award nel 2014 per "la straordinaria capacità di creare mondi fantastici differenti e... per il profondo rispetto per la natura e tutte le sue creature". Attualmente vive a Yokohama.
E per concludere con un brano, ecco cosa mi ha fatto da colonna sonora durante la lettura delle avventure di Erin. Suho con la sua Forever, colonna sonora del kdrama Gyeongseong Creature, guarda caso anche quest’ultimo incentrato su un tocco di soprannaturale, con creature assoggettate alla volontà dell’uomo stavolta a causa di esperimenti biologici.
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