Visualizzazione post con etichetta Interviste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Interviste. Mostra tutti i post

martedì 28 gennaio 2014

Intervista a Rebecca e Sofia Domino

Buon pomeriggio lettori in pantofole! Oggi sono lieta di ospitare due giovani scrittrici esordienti. 
Rebecca e Sofia mi hanno gentilmente segnalato i loro lavori e sono rimasta colpita dal tema trattato nei loro romanzi e dalla scelta coraggiosa di affrontare un argomento molto difficile e doloroso quale l'Olocausto. Del resto ieri si celebrava proprio il Giorno della Memoria e della liberazione di Auschwitz e sono degli ultimi giorni le notizie terribili delle offese infamanti ricevute dalla comunità ebraica di Roma, oggi più che mai, quindi, è necessario parlare e non dimenticare. Queste due ragazze l'hanno fatto con l'inchiostro e così ho deciso di porgli qualche domanda e fare due chiacchiere con loro.

Ciao ragazze, inizio con il darvi il benvenuto sul blog. Mettetevi comode, rilassatevi e indossate le vostre pantofole! ^^ Innanzitutto vorrei chiedervi di parlarci un po' di voi... Chi sono Rebecca e Sofia Domino?
Sofia e Rebecca: Siamo due sorelle di 26 (Sofia) e 29 anni (Rebecca) con la passione per la scrittura e i viaggi. Abitiamo in Toscana e siamo molto legate fra di noi.


Due sorelle con la stessa passione per la scrittura. Come è nata? Cosa vi ha portato a scrivere?
Rebecca: La mia passione per la scrittura è cominciata quando ero bambina. A scuola mi piaceva scrivere temi, e spesso lo facevo anche nel tempo libero. Naturalmente, quando ero piccola si trattava di scritti brevi, qualche pagina al massimo, ma crescendo mi sono cimentata con romanzi brevi e anche con veri e propri romanzi in quanto a lunghezza, però erano solo esercizi di scrittura. Durante gli ultimi anni ho sperimentato vari generi, ma ho sempre avuto una predilezione per le storie che possono far riflettere, storie a volte controverse. Per alcuni anni ho messo da parte la scrittura dedicandomi ad altro, anche perché ho vissuto a Londra con mia sorella per un anno, e quindi avevo meno tempo da dedicare alla mia passione. Per fortuna che poi ho ricominciato a scrivere, perché adesso non smetterei più! 
Sofia: Ho cominciato a scrivere quando avevo sette anni. All’inizio usavo i classici quaderni della scuola, poi sono passata alla macchina per scrivere e, infine, al computer. Ho sempre avuto una grande immaginazione e trovo che ogni emozione, ogni musica, ogni volto e ogni vicenda possa trasformarsi in uno spunto per un nuovo romanzo. Da bambina ero contenta di andare a scuola principalmente quando potevo scrivere dei lunghi temi e con il passare degli anni ho maturato questa mia passione. Con rammarico, devo dire che verso l’adolescenza ho smesso di scrivere per dedicarmi ad altro. Ho fatto alcune esperienze ma, alla fine, sono tornata alle origini. Adesso scrivo ogni giorno e quotidianamente butto giù idee. Finalmente ho capito che la scrittura è la mia vera passione e, dopo essermi migliorata nel corso degli anni e dopo aver imparato dai miei stessi errori, ho deciso di fare un passo avanti e di far uscire il mio primo romanzo: Quando dal cielo cadevano le stelle.

I vostri romanzi d'esordio La mia amica ebrea e Quando dal cielo cadevano le stelle affrontano un tema molto delicato e “difficile”: l'Olocausto. Cosa vi ha spinto a parlare di un capitolo così buio della storia di tutti noi al vostro esordio letterario?
Rebecca: Ho sempre voluto scrivere un libro sull’Olocausto, perché penso sia un orrore che non deve più ripetersi. Purtroppo è già successo che, in altre nazioni, siano stati commessi genocidi e altre atrocità che, per certi versi, non sono poi molto diverse dall’Olocausto: il primo genocidio che mi viene in mente è quello perpetrato dai Khmer rossi in Cambogia, ma ci sono anche altri esempi, come il genocidio armeno (chiamato anche, non a caso, Olocausto armeno), il genocidio del Ruanda, ecc… Per evitare che vengano nuovamente commesse atrocità simili è fondamentale tenere viva la memoria di quello che è successo in passato e, fra tutte le tragedie, quella dello sterminio degli ebrei per volere di Hitler e del suo partito è sicuramente la più conosciuta. Nel mio romanzo, però, ho voluto raccontare la storia dal punto di vista di Josepha Faber, una quindicenne tedesca. Sono sempre stata interessata ai lati meno conosciuti delle vicende famose e forse è stato questo che mi ha spinta a esordire con La mia amica ebrea: la maggior parte dei libri sull’Olocausto sono scritti dal punto di vista degli ebrei e, nonostante nel mio romanzo ci siano stralci della vita degli ebrei, visti attraverso gli occhi di Rina, la protagonista resta Josepha e ciò permette ai lettori di vivere la Germania nazista dal punto di vista del “nemico” e di ricordare gli atti eroici di persone qualunque, che hanno rischiato molto per aiutare gli ebrei durante il nazismo. 
Sofia: Ho sempre voluto parlare dell’Olocausto e raccontare le ingiustizie che hanno subìto gli ebrei durante il periodo del nazismo. L’occasione giusta è arrivata con il mio romanzo Quando dal cielo cadevano le stelle. Dentro di me ho sentito il bisogno di dare una voce a tutte quelle famiglie di ebrei che, durante la Seconda guerra mondiale, furono costrette a lasciare il loro Paese, a nascondersi in dei rifugi, che persero ogni diritto, che furono additate e che furono rinchiuse in campi di concentramento. La domanda che durante il mio romanzo prende sempre più importanza è: perché? È una domanda che accomunava ogni ebreo: bambini, ragazzi, adulti e anziani. Siamo nel 1943: Perché noi ebrei siamo cercati dalla Gestapo? Perché siamo rinchiusi in dei campi di concentramento? Perché siamo costretti a lavorare per ore? Perché le SS vogliono ucciderci? Perché non abbiamo più nessun diritto? Perché non possiamo tornare a casa? Perché non abbiamo più un nome, ma siamo diventati dei numeri? Grazie a Quando dal cielo cadevano le stelle ho potuto dar voce a Lia, una ragazzina ebrea, alla sua famiglia e ai suoi protettori. Inoltre, ho voluto lanciare un messaggio, quello di non dimenticare mai le atrocità del nostro passato, così che non siano più ripetute.

Entrambe le protagoniste dei vostri romanzi sono ragazze giovanissime, l'una tedesca (Josepha), l'altra italiana (Lia) alle prese con una realtà fatta di odio e violenza; ragazze travolte, ciascuna a suo modo, dalla follia nazista. Ma quale lavoro si cela dietro un romanzo storico, da dove siete partite per narrare la storia di Josepha e Lia?
Sofia: Sì, Lia è giovanissima. Ho letto numerose testimonianze di bambini e ragazzi ebrei durante il nazismo e le loro domande e paure non mi hanno mai lasciata. Essere cercati dalla Gestapo ed essere deportati in campi di concentramento era un’esperienza terribile anche per un adulto, ma credo che per dei giovani e per una ragazzina come Lia, piena di sogni e di speranze, che sta vivendo il primo amore e che è molto unita alla sua famiglia, essere costretta a smettere di crescere e sognare solo perché ebrea fosse ancora peggiore. La protagonista di Quando dal cielo cadevano le stelle è frutto della mia fantasia e per scriverla mi sono ispirata a tutti e a nessuno. Ma i suoi sogni, le sue domande, le sue paure nei confronti della guerra, il terrore di essere deportata e la sua voglia di tornare a casa, credo che rispecchino i sogni di tutti quei bambini e ragazzini ebrei che furono internati ad Auschwitz e in altri campi di concentramento. 
Rebecca: Ho deciso di raccontare la storia dal punto di vista di una quindicenne perché penso che quella sia l’età più difficile, il periodo di transizione da bambina a giovane donna; in questo modo, Josepha può porsi delle domande e fare dei ragionamenti che sarebbero troppo complessi per una bambina piccola, tuttavia non ha ancora la maturità di una donna. Non mi sono ispirata a nessuno per scriverla, neanche a me stessa, nonostante abbia diversi lati in comune con lei: la forza, il voler fare quello che è giusto, il pensare con la propria testa… Josepha, come tutti gli altri personaggi del romanzo, è nata pian piano dentro di me. Non faccio mai una caratterizzazione dei personaggi nel senso stretto del termine, non mi siedo davanti al computer a buttar giù le loro caratteristiche, le scopro pian piano e trascrivo solo quelle salienti. Diciamo che ho conosciuto Josepha lentamente, come se fosse una persona in carne e ossa (cosa che, per me, è) e non è stata “scelta”: è semplicemente venuta così, con i suoi pregi e i suoi difetti.


Proprio ieri si è celebrato il Giorno della Memoria in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, che tra l'altro è il luogo dove viene deportata Lia, uno dei vostri personaggi, quale messaggio vorreste far passare oggi ai vostri lettori? 
Rebecca: Vorrei che i miei lettori ricordassero il coraggio, la nobiltà d’animo e i sacrifici di molti tedeschi, persone comuni che hanno rischiato molto – spesso perdendo la vita – per aiutare gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Nel mio romanzo, ho fatto sì che la famiglia di Josepha e la ragazza stessa aiutino principalmente una persona, Rina. Lei sei nasconde con parte della famiglia, ma alla fine l’amicizia che nasce fra le due ragazze fa sì che Josepha sia disposta a rischiare il tutto per tutto per impedire che Rina subisca la sorte che è già toccata a molti ebrei. Ho fatto questa scelta per ricordare che ogni singola vita è importante. Si fa presto a girare la testa dall’altra parte quando vediamo qualcuno in difficoltà, invece, spero che i lettori ricordino che ognuno ha valore, anche le persone che non hanno niente in comune con noi e spero traggano ispirazione dal coraggio di Josepha. Al giorno d’oggi non dobbiamo più compiere scelte così drammatiche, per fortuna, ma gli episodi d’ingiustizia ci sono ancora, basti pensare al bullismo. Spero, ad esempio, che i lettori più giovani decidano d’intervenire per aiutare un compagno preso di mira dai bulli, e, in generale, spero che il romanzo insegni che dobbiamo aiutarci gli uni con gli altri e che le differenze non sono fatte per separare ma per arricchire il mondo e le nostre vite. 
Sofia: Non dimentichiamo gli orrori della Shoah (lo sterminio del popolo ebraico) e ascoltiamo gli anziani che possono ancora raccontarci gli anni della guerra. Smettiamo di additarci a vicenda e di giudicarci e cerchiamo di vivere in un mondo di pace. Ragazzine come Lia, solo perché ebree, durante il nazismo sono state private di tutto, della casa, di una famiglia, dei sogni, della libertà, ma hanno continuato a combattere. Prendiamo esempio da loro e non smettiamo mai di lottare e, come Lia ripete sempre in Quando dal cielo cadevano le stelle: "la vita è meravigliosa, non smettiamo mai di amarla". 


Abbiamo parlato delle scrittrici, ma che tipo di lettrici sono Rebecca e Sofia? Quali sono i vostri generi preferiti? E il vostro romanzo del cuore? 
Sofia: Non ho un vero e proprio libro preferito. Mi piace molto leggere e penso che ognuno di noi possa imparare sia dai libri belli sia da quelli brutti. Naturalmente, adoro Il diario di Anna Frank, il talento e la forza di questa giovane ragazza ebrea che ha conquistato il mio cuore. La mia autrice preferita è Bianca Pitzorno. Solitamente scrive dei romanzi per un target di bambini – ragazzi ma trovo il suo stile completo. Al centro dei suoi romanzi ci sono soprattutto personaggi femminili e, come nel mio caso, sono quasi sempre delle eroine. La Pitzorno riesce a cucire e scucire le varie vicende e si dedica molto bene a ogni suo romanzo. M’interessa molto anche leggere libri-testimonianza e, naturalmente, mi dedico anche ai romanzi degli autori emergenti. 
Rebecca: La mia autrice preferita è Jane Austen, per la sua padronanza della lingua, la grammatica, l’ironia e la perspicacia nei suoi romanzi e il mio libro preferito è Orgoglio e pregiudizio. Ammiro molto Jane Austen perché nacque in un periodo storico in cui le donne potevano fare poco o niente e, senza avvalersi degli aiuti della tecnologia di cui disponiamo oggi, è riuscita a scrivere dei libri che sono impareggiabili dal punto di vista lessicale e dello stile in generale. Per quanto riguarda il genere letterario che preferisco, non ne ho uno che supera tutti gli altri. Leggo un po’ di tutto: romanzi storici, romanzi-testimonianza, romanzi contemporanei… ci sono dei generi però che non mi piacciono. Il fantasy in tutte le sue sfumature è indubbiamente uno di quelli, e non mi piacciono neanche gli horror, i thriller o i polizieschi.

Io vi ringrazio di cuore per la partecipazione e passo a presentare con piacere i vostri romanzi che sono usciti proprio ieri in versione ebook ^^ 
Sofia e Rebecca: Grazie a te per averci ospitato nel tuo blog! 

sabato 23 novembre 2013

Un pomeriggio con Jamie Ford

Buon sabato cari lettori in pantofole! Eccomi di ritorno, dopo un paio di giorni di latitanza, per parlarvi di un incontro emozionante a cui ho avuto il piacere di partecipare ^^ In occasione di Bookcity Milano la casa editrice Garzanti ha organizzato un piccolo evento: I blogger incontrano Jamie Ford a cui ho avuto la fortuna di essere invitata. Inutile dirvi quale fosse la mia emozione al pensiero di incontrare l'autore di Come un fiore ribelle, romanzo che ho davvero amato moltissimo (qui la mia entusiasta recensione). E così in un piovoso e gelido pomeriggio mi sono diretta a Milano presso gli uffici della Garzanti; ad attendere noi blogger c'era lo staff della casa editrice che ci ha praticamente dedicato un intero pomeriggio e ha messo a disposizione una stanza tutta per noi dove poter chiacchierare amabilmente con l'autore. La cosa che più mi ha colpita di Jamie Ford è stata la sua straordinaria schiettezza e semplicità, la disponibilità che ha mostrato nei nostri confronti, la felicità e la sincera emozione di rispondere alle nostre domande, molte delle quali ovviamente vertevano sul suo ultimo lavoro. Con Come un fiore ribelle, Ford ha affermato di aver puntato sulle emozioni forti, di aver cercato di creare una storia intensa dal punto di vista dei sentimenti, forse ancor più che nel suo romanzo d'esordio Il gusto proibito dello zenzero. Certo nell'accingersi a scrivere si è sentito confuso, spaventato un po' dal successo che lo ha travolto dopo l'uscita del suo primo romanzo, con il timore di non essere all'altezza, non risultare accurato e raffinato come nel lavoro precedente (timore infondato direi ^^ ma del tutto legittimo). 

Ovviamente una delle prime domande che gli abbiamo rivolto riguardava l'ambientazione dei suoi romanzi, entrambi infatti si svolgono a Seattle (sebbene in periodi storici differenti). Ma perché proprio Seattle e in particolare la Seattle degli anni Venti (riferendoci al suo ultimo lavoro)? Seattle è una città che da sempre lo ha affascinato, dove è cresciuto e dove affondano le radici della sua famiglia. In particolare suo nonno ha vissuto e lavorato proprio nella Chinatown di Seattle degli anni Venti, un periodo molto difficile dopo la fine della I guerra mondiale ma anche un periodo di ferventi cambiamenti. Nel raccontare la storia di Liu Song e William, Ford ha anche deciso di parlare della condizione femminile di quegli anni in cui la donna, soprattutto nella comunità cinese, viveva in una condizione di grande chiusura, una vita sostanzialmente delimitara entro le mura familiari. Eppure Liu Song è un personaggio estremeamente forte per quanto piegato dalla sofferenza e dalle umiliazioni. L'autore ha affermato di essere sempre stato affascinato da figure femminili forti e una grande fonte d'ispirazione è stata sua nonna che nonostante una vita difficile e piena di contrasti ha saputo far fronte alle esigenze della sua famiglia divenendone un po' la colonna portante. 
Un'altra domanda che non poteva mancare riguarda ovviamente la parte storica dei suoi romanzi, Jamie Ford parla della cultura cinese in America e i suoi libri sono molto accurati nella ricostruzione di epoche ed ambienti, ma quale lavoro di ricerca c'è dietro un romanzo del genere? Un lavoro molto accurato che lo ha portato a visitare archivi e biblioteche, quali quella della Washington University, a porre domande, fare interviste e ovviamente attingere ai ricordi della sua famiglia. In particolare in Come un fiore ribelle, Jamie Ford si è ispirato al cinema degli anni Quaranta e Cinquanta, concentrando le sue ricerche su questa stagione pioneristica perché da sempre affascinato dalla storia di Hollywood, in particolare quella che precede la nascita delle grandi industrie cinematografiche. Nelle sue ricerche presso gli archivi degli studi  di Tacoma (Washington) ha cercato di far emergere quel periodo magico in cui tutto aveva un sapore più naturale e spontaneo.

Ma un'appassionata di musica come me poteva esimersi dal porre una domanda su questo argomento? ^^ Nei romanzi di Jamie Ford del resto la musica riveste un ruolo non secondario, c'era il jazz in Il gusto proibito dello zenzero e Liu Song è una cantante e ha una voce incredibile. Ho quindi chiesto se ci fosse una passione personale dietro a questi riferimenti. Jamie Ford ha risposto che la musica è un perfetto time marker, riesce a delimitare benissimo un periodo storico perché arriva direttamente al lettore con la forza delle emozioni, suscitando ricordi e immagini e ovviamente sì c'è anche la passione per la musica, in generale e in tutte le sue forme.
Un'altra curiosità di cui sono venuta a conoscenza grazie a questa chiacchierata è che il Sacro Cuore, l'orfanotrofio da cui provengono William e Charlotte, è realmente esistito ed è stato fondato da una suora italiana madre Cabrini (citata anche nel romanzo) cui sono stati attribuiti addirittura dei miracoli, come l'aver guarito una ragazza dalla cecità, e se vogliamo la decisione di tratteggiare il personaggio di Charlotte come non vedente è un riferimento e un omaggio a un pezzo di storia di Seattle.

Tra le ultime domande poste a Ford ce n'è stata una molto carina. Come fare a far leggere di più gli italiani? Ovviamente Ford non aveva una ricetta per questo ma ha posto l'accento sul fatto che l'alto tasso di persone che non leggono forse è dovuto anche al modo in cui viene proposta la lettura, soprattutto nelle scuole. Associare la lettura all'accademismo, agli stereotipi, al dovere la rende forse lontana e noiosa. Al contrario la lettura illumina, e non solo quella alta e accademica. Che tipo di lettore è Jamie Ford? Onnivoro, legge praticamente tutto, fiction, young adult, manga... e io l'ho praticamente adorato per questo ^^
E per finire gli abbiamo chiesto se ci sono nuovi lavori all'orizzonte. E sì, sta pensando a un nuovo romanzo; l'ambientazione sarà ancora una volta Seattle nel periodo tra le due guerra e la storia... be' sarà una grande storia d'amore, non ha aggiunto altro ma è bastato per accendere la mia curiosità ^^
Mi sono un po' dilungata lo so, ma è stato un pomeriggio davvero splendido; ringrazio Jamie Ford per il tempo che ha concesso ai suoi lettori e per la sua simpatia e con l'occasione ringrazio di cuore tutta la Garzanti soprattutto le ragazze dell'ufficio stampa e marketing, Cecilia e Francesca, che sono state di una gentilezza infinita e hanno organizzato un evento davvero interessante e coinvolgente.

martedì 4 giugno 2013

Intervista a Irene Vanni

Buonasera lettori in pantofole! Okay sono emozionatissima, perché stasera pubblico la mia prima intervista a un autore *_*. 
Ho deciso di inaugurare questa nuova avventura partendo da un romanzo che mi è piaciuto moltissimo: Come se fosse ieri di Irene Vanni (qui la mia recensione). Mi sono lanciata e ho contattato l'autrice via Facebook. Irene è stata carinissima e ha accettato di rispondere ad alcune domande; ecco qua cosa ne è venuto fuori... Buona lettura!


Buonasera Irene, benvenuta sul blog e grazie per la tua disponibilità. Mettiti comoda, indossa le tue pantofole e... cominciamo^^

Innanzitutto mi piacerebbe sapere chi si nasconde dietro a quel vinile sparato in copertina (non so perché ma ti identifico con la ragazza della cover^^), puoi raccontarci qualcosa di te?
 Ciao Barbara! No, non sono la ragazza della cover :-) Le fotografie sono state selezionate con la redazione ed elaborate dall’art director Francesca Leoneschi. Però negli anni ’80 mi vestivo più o meno così. Adesso davanti alla faccia non ho più vinili, ma schermi di computer. Da diversi anni ormai mi dedico completamente alla scrittura, narrativa o giornalismo che sia.

Come se fosse ieri, il tuo ultimo romanzo, racconta la storia di tre amiche che si ritrovano a distanza di anni per partecipare a un concerto dei loro idoli adolescenziali i Duran Duran, come è nata l'ispirazione per questo lavoro? 
Grazie a un concerto mancato, proprio quello a cui devono andare le tre protagoniste. Ho deciso di mandarci loro, quando in Fabbri mi hanno dato finalmente carta bianca dopo tanti anni di narrativa di genere.


Sono rimasta molto colpita dalle protagoniste Laura, Simona e Cinzia tre donne come ce ne sono tante oggi, con i problemi di tutte, la precarietà, la difficoltà di mettere su famiglia, di crearsi una propria strada... quanto c'è di Irene Vanni in loro? Ti identifichi con qualcuna in particolare? 

No, con una in particolare no, le vedo più come amiche. Per un autore è rischioso immedesimarsi troppo in uno solo dei suoi personaggi, perché si cade facilmente nel patetico. Meglio mantenere sempre un certo distacco. Al tempo stesso però ho lavorato molto sulle caratterizzazioni, in modo che in ognuna di esse ci potesse essere qualcosa non solo di me, ma di chiunque leggesse. Volevo dar voce a una generazione disillusa di cui si parla poco, ci si lamenta più che altro per giovani e anziani, dimenticando che c’è una fascia di donne messa ormai in disparte dal mondo del lavoro.

Inutile dire che la musica ha un ruolo importante nel libro, frequenti sono le citazioni e non solo riguardo ai Duran Duran. Quanto conta la musica nella tua vita? (So che sei anche critica musicale.) 
Sì, per molti versi è inscindibile dalla sfera della scrittura, perché mi occupo da tantissimo tempo di recensioni e uscite discografiche, ma ovviamente la musica è presente nella mia vita anche come puro piacere ed è spesso per me fonte di ispirazione, come è stato anche in questo caso grazie al brano dei Duran Duran All you need is now, che racchiude un po’ anche il messaggio del romanzo: non cancellare il passato ma renderci conto che siamo ancora in tempo a ottenere quello che vogliamo nel presente.


Tra l'altro la musica è stato elemento portante anche del tuo precedente romanzo I musicanti degli elementi un fantasy molto particolare, puoi dirci qualcosa su questo lavoro? 

È un fantasy per ragazzi del 2010, per certi versi abbastanza classico, dunque è proprio il lato musicale a dargli un pizzico di particolarità. È la storia di una band di stampo medievale, i Mottetti, a cui vengono rubate date per esibirsi da una band rivale, attraverso incantesimi legati agli spiriti dei quattro elementi. Però nei Mottetti c’è un ex membro della band rivale che conosce alcune loro pratiche e che cercherà insieme ai compagni di riportare l'ordine.

Un'altra cosa che ho amato di Come se fosse ieri è la rievocazione dei magici anni '80, mode, gusti, musiche... ma Irene Vanni era una paninara? E soprattutto a quel concerto all'Artemio Franchi del 1987 eri presente? 
Sì, al concerto dell’87 c’ero (anche se non ho avuto bisogno di mentire e scappare di casa come i personaggi del libro), però non ho mai indossato divise, e i paninari mi stavano pure sulle scatole. Non ho mai capito queste divisioni fra abiti indossati e musica da ascoltare di conseguenza. Ho sempre ascoltato di tutto, vestendomi come mi pareva.

Il concerto che ti è rimasto nel cuore e che ti ha più emozionata? 
A parte quello di cui parlavamo sopra? Ce ne sarebbero tanti, ma forse quello che ricordo con più affetto è un concerto dell’anno successivo, sempre a Firenze. Andai a vedere i Toto con mia madre e mio cugino - che rimasero sugli spalti - perché alle compagne di scuola non piacevano, erano fuori target. Era ancora vivo Jeff Porcaro e mi gustai lo show dalle prime file da mascotte, dato che erano quasi tutti ragazzi di oltre vent’anni.

Un libro e un album senza i quali la vita di Irene Vanni sarebbe stata più vuota ;-) 
A questo punto i Duran Duran apparirebbero scontati, vero? Visto che è impossibile nominare solo un libro e solo un album, ti citerò quelli senza i quali la mia vita sarebbe stata meno... "colorata": facciamo tutti gli album dei Kiss del primo periodo e le Fiabe Sonore Fabbri che mi hanno motivata a scrivere e mi hanno fatto chiudere il cerchio destinandomi da adulta lo stesso editore.

So che anche tu hai un blog. Cosa pensi dei blog letterari? Credi che le recensioni e la condivisione influenzino anche le vendite? 
Sarò impopolare con questa risposta, ma il web è una nicchia in riferimento ai libri. Le vendite legate alla promozione sul web sono solo un’inezia rispetto a quelle ottenute attraverso i media tradizionali e le librerie stesse. Però fanno comunque parte del celeberrimo "tutto" che fa brodo.

Che tipo di lettrice è Irene Vanni? 
Onnivora, non mi sono mai limitata nei generi, sia come lettrice sia come autrice, anche perché più è ampio il range di conoscenze più si allarga la consapevolezza di ciò che siamo in grado di valutare in fase di lavoro.

Infine una domanda sui tuoi progetti futuri. Cosa ha in serbo per i suoi lettori Irene Vanni? C'è già qualche novità all'orizzonte? 
Sì, anche se questo romanzo è uscito da poche settimane in redazione già si sta pensando a quelli che usciranno nel 2014, dunque pure io sono proiettata laggiù. Però al momento non posso dire ancora niente ;)

Irene ti ringrazio di cuore per questa intervista e nell'attesa di leggere nuove emozionanti pagine ti faccio tanti complimenti per il tuo lavoro e un grosso in bocca al lupo per il futuro. 
Crepi il lupo! Grazie mille a te Barbara, spero di non deluderti con il mio prossimo lavoro.

Allora cosa ne pensate? Io sono ancora in modalità fangirl ;-) e sono curiosissima, non vedo l'ora di scoprire a cosa sta lavorando Irene che ringrazio ancora di cuore per la sua gentilezza e disponibilità.
Di seguito vi posto i suoi contatti se volete scoprire di più su questa autrice:
- blog 
- Twitter 

sabato 4 maggio 2013

Book Blogger Hunt - 7° Tappa


Buon sabato a tutti! Oggi sono emozionatissima perché la BBH approda su Libri in pantofole! Allora vi siete segnati i numeri nascosti nelle interviste precedenti? Mi raccomando fate attenzione e recuperateli tutti perché vi serviranno per partecipare al mega-giveaway finale! (Se avete necessità di fare un ripassino delle regole ecco qua il post introduttivo sul blog di Bliss). Adesso vorrei ringraziare Lorenza del blog I libri di Lo per la bella intervista che mi ha concesso e per avermi passato il testimone della staffeta... be' direi che possiamo cominciare!



Oggi ho il piacere di fare 4 chiacchiere (in pantofole ovviamente) con Rosy del blog Inside a Book che seguo ormai da diverso tempo. Sono molto felice, quindi, di poter approfondire insieme a voi la sua conoscenza. Quindi partenza... entriamo nell'universo "libroso" di Inside a Book!
 
1. Allora cominciamo con una domandina semplice semplice: Chi è Rosy? Puoi raccontarci qualcosa di te?
Chi è Rosy, bella domanda! Rosy è una ragazza di 25 anni, che ama leggere da... sempre! Adoro i libri, adoro leggere le storie che mi raccontano, adoro viaggiare in posti lontani e mondi sconosciuti. Ho una famiglia stupenda e un ragazzo meraviglioso e vivo in un mondo tutto mio. Sono una maniaca delle liste: lista della spesa, lista delle cose da fare, lista dei libri da comprare, lista dei libri da leggere, lista dei regali di Natale... odio i ritardatari e sono puntualissima: così mi ritrovo sempre ad aspettare tutti. Sono una finta super organizzata, perché nonostante liste e piani di studio e organizzazione e mappe mi riduco sempre a fare le cose all’ultimo minuto e con affanno. Uhm…che altro? Ah sì! Sono una grifondoro.

2. Cosa significa per te avere un blog letterario?
Avere un blog letterario significa poter parlare con tutti dell’ultimo libro che ho letto e che mi è piaciuto da morire, o del libro che ho abbandonato perché proprio non ce l’ho fatta. Significa confrontarsi con altri blogger e lettori, scambiarsi opinioni, pareri e consigli. Inside a Book nasce proprio perché in casa l’unica a leggere in modo quasi maniacale ed ossessivo sono io e il mio blog mi permette di parlare della mia passione con tutti quelli che vogliono leggermi e seguirmi.

3. C'è un genere letterario che prediligi o leggi di tutto?
Leggo di tutto ma ADORO il fantasy, Rowling e Tolkien prima di tutto e mi sono ripromessa di leggere Martin, appena ho un po’ di tempo. Ad un certo punto della mia carriera di lettrice ho scoperto che non disdegno nemmeno il romance…

4. Cosa ti influenza maggiormente nella valutazione di un libro?
L’intreccio, la storia che viene raccontata, ma soprattutto le emozioni che provo leggendo. Se, ad esempio, sto leggendo una storia d’amore e non ho pianto almeno una volta vuol dire che non mi è piaciuto così tanto. Ovviamente deve essere un libro ben scritto, anche se alcune volte (ma proprio rare) se la storia mi ha comunque colpito, riesco a chiudere un occhio e dare un giudizio positivo.

5. Puoi indicarci 4 personaggi “di carta” che hai amato?
Tatiana di Il cavaliere d’Inverno (mi sono innamorata di questo libro, non riuscivo a parlare d’altro dopo averlo finito e l’ho consigliato a chiunque), Hermione, Aragorn e Lizzy Bennet.

6. E invece 4 classici che secondo te non dovrebbero assolutamente mancare sullo scaffale della nostra libreria?
Orgoglio e pregiudizio, Romeo e Giulietta, Cime tempestose e Anna Karenina.

7. Qual è il libro che ha segnato la tua infanzia?
Piccole donne. È stato il primo che ho letto, e ce l’ho ancora conservato in bella mostra sulla libreria. A questo proposito… posso aggiungere Jo March alla lista dei personaggi “di carta” che amo?

8. Quanto conta per te la veste grafica di un libro (formato, copertina, titolo ecc.) al momento della scelta?
Copertina rigida, sovra copertina e cover mozzafiato sono il top. Ma sono ben consapevole che l’abito non fa il monaco e che spesso una bellissima cover nasconda poco contenuto, quindi generalmente contano poco. E poi leggo prevalentemente in formato digitale quindi questi dettagli non influenzano molto i miei acquisti. 

9. Quanto tempo passi abitualmente sul tuo blog e sui blog che segui?
Non tutto il tempo che vorrei. Riesco a pubblicare almeno uno post al giorno, ma ci sono periodi in cui, a causa di studio e lavoro, ciò non è possibile e appena ho cinque minuti mi tocca programmare. Nei periodi di calma dedico almeno un’oretta ad Inside a Book, per scrivere il post, sistemare dettagli e rubriche, fare correzioni, un po’ meno sui blog che seguo, anche se ad essere sincera ce ne sono un paio che mi piacciono proprio tanto e cerco di non perdermi niente.

10. C'è un posto che prediligi per leggere o leggeresti praticamente ovunque? 
Ho il mio eReader o un libro nella mia borsa quasi sempre, quindi leggo praticamente ovunque. Ma non c’è niente di più bello che accucciarsi sul letto, con un cuscino dietro la schiena, la copertina sulle spalle, la tazza di latte e pan di stelle sul comodino e il libro che stai leggendo.

E adesso una serie di domandine per scoprire i tuoi gusti:

Mare o montagna MARE. 
Notte o giorno NOTTE.
Cioccolato o panna CIOCCOLATO CON PANNA.
Pantofole o tacchi a spillo TACCHI.
4 pregi e 4 difetti PREGI: non dovrei essere io ad elencare i miei pregi, quindi ti lascio solo i miei difetti. DIFETTI: permalosa, pigra, gelosissima, ansiosa.
eBook o cartaceo Cartaceo ma ebook per necessità.
Libri o film LIBRI.
Il libro peggiore che hai letto nel 2012 e il migliore Il peggiore del 2012 è Il libro di Jade di Lena Valenti il migliore… The restorer di Amanda Stevens.
Rock o pop POP.
La più bella trasposizione cinematografica di un romanzo Il signore degli Anelli, senza dubbio. Un film perfetto, o quasi.
Romance o Thriller? Fantasy... ahahah tra i due sicuramente Romance.
4 lit-blogger che segui assiduamente Diario di una dipendenza di Mik, Dusty pages in Wonderland di Malitia, Il libro che pulsa di Lucrezia, Reading is beliving di Denise.
4 autori contemporanei e 4 del passato tra i tuoi preferiti CONTEMPORANEI: Paullina Simons, Rowling, Sarah Addison Allen e Becca Fitzpatrick. PASSATO: Tolkien, Jane Austen, Tolstoj, Fogazzaro. 

E siamo giunti al termine di questa intervista. Rosy ti ringrazio di cuore per essere stata mia ospite e per aver condiviso con me e i lettori di Libri in pantofole i tuoi gusti e le tue passioni!
E voi, lettori, avete scoperto il numero che si cela in questo post ;-)? Be' adesso non vi resta che mettere da parte le pantofole, allacciare le scarpe e correre proprio su Inside a Book dove vi attende una nuova fantastica intervista!!!