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martedì 4 giugno 2013

Intervista a Irene Vanni

Buonasera lettori in pantofole! Okay sono emozionatissima, perché stasera pubblico la mia prima intervista a un autore *_*. 
Ho deciso di inaugurare questa nuova avventura partendo da un romanzo che mi è piaciuto moltissimo: Come se fosse ieri di Irene Vanni (qui la mia recensione). Mi sono lanciata e ho contattato l'autrice via Facebook. Irene è stata carinissima e ha accettato di rispondere ad alcune domande; ecco qua cosa ne è venuto fuori... Buona lettura!


Buonasera Irene, benvenuta sul blog e grazie per la tua disponibilità. Mettiti comoda, indossa le tue pantofole e... cominciamo^^

Innanzitutto mi piacerebbe sapere chi si nasconde dietro a quel vinile sparato in copertina (non so perché ma ti identifico con la ragazza della cover^^), puoi raccontarci qualcosa di te?
 Ciao Barbara! No, non sono la ragazza della cover :-) Le fotografie sono state selezionate con la redazione ed elaborate dall’art director Francesca Leoneschi. Però negli anni ’80 mi vestivo più o meno così. Adesso davanti alla faccia non ho più vinili, ma schermi di computer. Da diversi anni ormai mi dedico completamente alla scrittura, narrativa o giornalismo che sia.

Come se fosse ieri, il tuo ultimo romanzo, racconta la storia di tre amiche che si ritrovano a distanza di anni per partecipare a un concerto dei loro idoli adolescenziali i Duran Duran, come è nata l'ispirazione per questo lavoro? 
Grazie a un concerto mancato, proprio quello a cui devono andare le tre protagoniste. Ho deciso di mandarci loro, quando in Fabbri mi hanno dato finalmente carta bianca dopo tanti anni di narrativa di genere.


Sono rimasta molto colpita dalle protagoniste Laura, Simona e Cinzia tre donne come ce ne sono tante oggi, con i problemi di tutte, la precarietà, la difficoltà di mettere su famiglia, di crearsi una propria strada... quanto c'è di Irene Vanni in loro? Ti identifichi con qualcuna in particolare? 

No, con una in particolare no, le vedo più come amiche. Per un autore è rischioso immedesimarsi troppo in uno solo dei suoi personaggi, perché si cade facilmente nel patetico. Meglio mantenere sempre un certo distacco. Al tempo stesso però ho lavorato molto sulle caratterizzazioni, in modo che in ognuna di esse ci potesse essere qualcosa non solo di me, ma di chiunque leggesse. Volevo dar voce a una generazione disillusa di cui si parla poco, ci si lamenta più che altro per giovani e anziani, dimenticando che c’è una fascia di donne messa ormai in disparte dal mondo del lavoro.

Inutile dire che la musica ha un ruolo importante nel libro, frequenti sono le citazioni e non solo riguardo ai Duran Duran. Quanto conta la musica nella tua vita? (So che sei anche critica musicale.) 
Sì, per molti versi è inscindibile dalla sfera della scrittura, perché mi occupo da tantissimo tempo di recensioni e uscite discografiche, ma ovviamente la musica è presente nella mia vita anche come puro piacere ed è spesso per me fonte di ispirazione, come è stato anche in questo caso grazie al brano dei Duran Duran All you need is now, che racchiude un po’ anche il messaggio del romanzo: non cancellare il passato ma renderci conto che siamo ancora in tempo a ottenere quello che vogliamo nel presente.


Tra l'altro la musica è stato elemento portante anche del tuo precedente romanzo I musicanti degli elementi un fantasy molto particolare, puoi dirci qualcosa su questo lavoro? 

È un fantasy per ragazzi del 2010, per certi versi abbastanza classico, dunque è proprio il lato musicale a dargli un pizzico di particolarità. È la storia di una band di stampo medievale, i Mottetti, a cui vengono rubate date per esibirsi da una band rivale, attraverso incantesimi legati agli spiriti dei quattro elementi. Però nei Mottetti c’è un ex membro della band rivale che conosce alcune loro pratiche e che cercherà insieme ai compagni di riportare l'ordine.

Un'altra cosa che ho amato di Come se fosse ieri è la rievocazione dei magici anni '80, mode, gusti, musiche... ma Irene Vanni era una paninara? E soprattutto a quel concerto all'Artemio Franchi del 1987 eri presente? 
Sì, al concerto dell’87 c’ero (anche se non ho avuto bisogno di mentire e scappare di casa come i personaggi del libro), però non ho mai indossato divise, e i paninari mi stavano pure sulle scatole. Non ho mai capito queste divisioni fra abiti indossati e musica da ascoltare di conseguenza. Ho sempre ascoltato di tutto, vestendomi come mi pareva.

Il concerto che ti è rimasto nel cuore e che ti ha più emozionata? 
A parte quello di cui parlavamo sopra? Ce ne sarebbero tanti, ma forse quello che ricordo con più affetto è un concerto dell’anno successivo, sempre a Firenze. Andai a vedere i Toto con mia madre e mio cugino - che rimasero sugli spalti - perché alle compagne di scuola non piacevano, erano fuori target. Era ancora vivo Jeff Porcaro e mi gustai lo show dalle prime file da mascotte, dato che erano quasi tutti ragazzi di oltre vent’anni.

Un libro e un album senza i quali la vita di Irene Vanni sarebbe stata più vuota ;-) 
A questo punto i Duran Duran apparirebbero scontati, vero? Visto che è impossibile nominare solo un libro e solo un album, ti citerò quelli senza i quali la mia vita sarebbe stata meno... "colorata": facciamo tutti gli album dei Kiss del primo periodo e le Fiabe Sonore Fabbri che mi hanno motivata a scrivere e mi hanno fatto chiudere il cerchio destinandomi da adulta lo stesso editore.

So che anche tu hai un blog. Cosa pensi dei blog letterari? Credi che le recensioni e la condivisione influenzino anche le vendite? 
Sarò impopolare con questa risposta, ma il web è una nicchia in riferimento ai libri. Le vendite legate alla promozione sul web sono solo un’inezia rispetto a quelle ottenute attraverso i media tradizionali e le librerie stesse. Però fanno comunque parte del celeberrimo "tutto" che fa brodo.

Che tipo di lettrice è Irene Vanni? 
Onnivora, non mi sono mai limitata nei generi, sia come lettrice sia come autrice, anche perché più è ampio il range di conoscenze più si allarga la consapevolezza di ciò che siamo in grado di valutare in fase di lavoro.

Infine una domanda sui tuoi progetti futuri. Cosa ha in serbo per i suoi lettori Irene Vanni? C'è già qualche novità all'orizzonte? 
Sì, anche se questo romanzo è uscito da poche settimane in redazione già si sta pensando a quelli che usciranno nel 2014, dunque pure io sono proiettata laggiù. Però al momento non posso dire ancora niente ;)

Irene ti ringrazio di cuore per questa intervista e nell'attesa di leggere nuove emozionanti pagine ti faccio tanti complimenti per il tuo lavoro e un grosso in bocca al lupo per il futuro. 
Crepi il lupo! Grazie mille a te Barbara, spero di non deluderti con il mio prossimo lavoro.

Allora cosa ne pensate? Io sono ancora in modalità fangirl ;-) e sono curiosissima, non vedo l'ora di scoprire a cosa sta lavorando Irene che ringrazio ancora di cuore per la sua gentilezza e disponibilità.
Di seguito vi posto i suoi contatti se volete scoprire di più su questa autrice:
- blog 
- Twitter 

martedì 28 maggio 2013

Come se fosse ieri


Coglioni o non coglioni, i Duran Duran erano stati energici, ironici, carichi. Avrebbero continuato a far sentire le fan delle teenagers per il semplice fatto che, salendo sul palco, loro stessi si sarebbero sempre sentiti dei ventenni.
Il trucco, in fondo, stava tutto lì: nell'omogeneizzare la forza e la sindrome di Peter Pan. La gente ballava, saltava e cantava come se fosse ieri, tutti entusiasti anche di fronte ai brani di oggi. Tutti in ascolto, quando Ordinary World era stata dedicata ai terremotati dell'Emilia.
(Irene Vanni, Come se fosse ieri)

Buonasera lettori in pantofole! Eccomi qua a raccontarvi le mie impressioni sull'ultimo romanzo letto. Mi sono avvicinata a Come se fosse ieri grazie alla sua copertina, quel vinile sparato in primo piano, e quella foto di Simon Le Bon che spunta sulla sinistra sembravano chiamarmi: un romanzo che nasce da un concerto, la musica come colonna sonora delle parole... insomma dovevo leggerlo! Ma andiamo con ordine, prima la storia:


Manuela, Laura, Simona e Cinzia sono delle adolescenti quando scappano di casa per andare al concerto dei loro idoli, i Duran Duran. L'Artemio Franchi di Firenze diventa il simbolo della loro più grande avventura, il coronamento di un sogno. Da quel giorno, però, sono trascorsi molti anni, la vita le ha ovviamente cambiate, le ha allontanate, ognuna con i suoi problemi, con i suoi sogni infranti, con le frustrazioni di ogni giorno. Divise nel vero senso della parola, quando Manuela si spegne a causa di una grave malattia. Ma sarà una promessa a condurle di nuovo tutte insieme. Prima di morire, infatti, Manuela chiede alle amiche di portare sua figlia Federica alla reunion dei Duran Duran che dopo molti anni sono nuovamente attesi in Italia. Il concerto diventa quindi un'occasione per fare un bilancio della propria vita, così diversa dai sogni colorati dei lontani anni '80. Laura è una rockettara fallita, senza un uomo, senza un lavoro, incapace di darsi una mossa, di alzarsi e prendere una decisione, Simona insegna latino all'università e divide il letto con un grigio professore che però ogni sera rincasa dalla moglie, infine Cinzia ricca e viziata deve fare i conti con un matrimonio fallito, il vizio del bere e le sedute dalla psicologa mentre nel vano tentativo di sentirsi ancora giovane e bella, si consola tra le braccia di Thomas, aitante gigolò. Ma basta poco, ritrovarsi, canticchiare quei vecchi motivi, riscoprire i desideri dei quindici anni, lo spirito della giovinezza per ribaltare una vita in cui non ci si riconosce più. Così mentre i Duran Duran cantano All you need is now, basta una scatoletta di tonno, un succo all'albicocca con le olive, il belloccio di turno abbandonato sui binari della stazione, per ricominciare a vivere.

Un romanzo sulle seconde opportunità, ecco come si potrebbe definire Come se fosse ieri, ma soprattutto un romanzo fatto di sentimenti, emozioni e... musica. Laura, Simona e Cinzia si svegliano e scoprono che la loro vita non le soddisfa affatto, totalmente diversa da ciò che sognavano da ragazzine, grigia, monotona. Devono fare i conti con le aspirazioni disattese, i sogni frustrati, le decisioni rimandate. Far pace con il proprio passato, ritrovarsi, capirsi, affrontare insieme il dolore della perdita. Ma soprattutto guardare di nuovo alla vita con gli occhi di un bambino, con la vitalità e la speranza dell'adolescenza. La musica, il concerto dei Duran Duran, diviene quindi metafora di un nuovo inizio, di un nuovo viaggio da percorrere insieme. Sì perché Come se fosse ieri è anche un romanzo sull'amicizia, quella vera, quella che dura una vita nel bene e nel male. Sarà infatti la promessa fatta a un'amica a riunire le nostre protagoniste, e Manuela vero deus ex machina della situazione (insieme alla spassosissima dottoressa Rossi, psicologa intraprendente e lungimirante e se leggerete il romanzo scoprirete perché ;-) a dare l'avvio a un'interminabile catena di eventi che culminerà nel tanto atteso concerto. Una trama scontata direte voi, sappiamo in partenza che ci sarà un lieto fine, ma come afferma Cinzia, l'happy end non è necessario ma è divertente!!! Del resto quello che conta non è il finale ma il viaggio, ciò che sta nel mezzo, narrato con naturalezza, con un linguaggio semplice e colloquiale, colorato da una patina tutta toscana. Ho trovato particolarmente originale l'idea di intitolare ogni sezione del libro con una hit della band inglese, da Girls on film a Hungry like the wolf, da Ordinary world a All you need is now, per non parlare della rievocazione dei magici anni '80, mode, gusti, musiche che Irene Vanni fa riemergere davanti ai nostri occhi proprio "come se fosse ieri".


Cinque paia di pantofole, per un romanzo che mi ha emozionata: Manuela, Laura, Simona e Cinzia mi sono entrate nel cuore insieme alla piccola Federica e mi hanno strappato molti sorrisi e anche qualche lacrima.
Di seguito vi posto tutti i dati del volume:

Irene Vanni
Come se fosse ieri
Fabbri  
Pagine: 350
ISBN: 9788845190971  
€ 12,90
TRAMA: Nel 1987, dopo intere giornate passate a sognare davanti a Videomusic, quattro ragazzine decidono di scappare di casa per andare al concerto dei Duran Duran. Venticinque anni dopo sono rimaste in tre: Laura, cinica rockettara con la disperata necessità di trovare un lavoro e – se proprio non se ne può fare a meno – un uomo, ma che valga la pena di una storia; Simona, grigia e nevrotica insegnante di latino irrimediabilmente legata a un professore ancora più grigio, che fa l’amore con lei a orari fissi per poi rincasare dalla moglie; Cinzia, ex ragazzina viziata, ex moglie viziata e ora quarantenne rifatta e abbandonata, che si consola fra le braccia di un giovane accompagnatore. Certo, le loro vite non sono come se le erano immaginate, ma un nuovo concerto dei Duran Duran e la promessa fatta a Manuela – scomparsa da poco per una grave malattia – di portarci la figlia adolescente sono l’occasione per trovarsi ancora una volta insieme e scoprire che forse non tutto è perduto. In un pomeriggio d’estate, con le note di All you need is now nella testa, basta una corsa in collina a piedi nudi per ritrovare un pizzico della follia dei quindici anni, ribaltare certezze e buttare allegramente all’aria una vita in cui non ci si riconosce più, tanto che il concerto può diventare un semplice pretesto per architettare un nuovo inizio. Perché tutto quello di cui hai bisogno è qui, adesso.