giovedì 1 settembre 2016

IL MISTERO DEL LONDON EYE

Mi ha guardato. «Che testa» ha detto.
Ha guardato Kat. «Che intraprendenza» ha detto. «Voi due avete tutto quello che serve per essere degli investigatori di prima classe».
«Non so» ha detto Kat dubbiosa. «Sono attratta dal mondo della moda».
Io le ho detto che ero destinato al Servizio Meteorologico Nazionale.
Siobhan Dowd, Il mistero del London Eye

Buon pomeriggio lettori in pantofole! Eccomi di ritorno con una nuova recensione! Oggi vi parlerò di Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd, vincitore del Premio Andersen nel 2012.

Ho scoperto questo romanzo per caso durante la Fiera di Bologna di quest'anno e sono rimasta affascinata dalla prefazione di Simonetta Agnello Hornby... insomma ero molto curiosa di leggerlo ^^

Com'è andata? La Dowd mi ha convinta e Ted mi ha conquistata... Ma come sempre partiamo dalla storia:


Ted è un ragazzino molto particolare, sogna di fare il meteorologo, indossa la divisa scolastica anche in vacanza e ha qualche problemino nel leggere le "espressioni" di chi gli sta intorno. Vive con mamma, papà e la sorella Kat in una piccola casa con giardino nel cuore di Londra ma un giorno la sua vita fatta di ordine e teorie viene scombussolata dall'arrivo di zia Gloria e Salim. Già quella pazzerella di sua zia sta per partire alla volta di New York assieme a suo cugino e ha deciso di fermarsi per qualche giorno a Londra. Ted e Kat non vedono Salim da diverso tempo e così organizzano per lui una giornata alla scoperta di Londra.
E cosa c'è di meglio di un giro sul London Eye? Peccato che quando le capsule della famosa ruota panoramica toccano terra del giovane Salim non c'è più traccia... scomparso! Mentre i grandi si disperano Ted e Kat si improvvisano investigatori e quali novelli Sherlock Holmes partono alla ricerca del ragazzo scomparso... perché a volte bisogna guardare il mondo da un'angolazione diversa per scoprire la verita!  

IL MIO PENSIERO

So di essere un tipo strano. Sul mio cervello gira un sistema operativo diverso da quello delle altre persone. Vedo cose che loro non vedono e a volte loro vedono cose che io non vedo.
Ted è un ragazzino diverso dagli altri, un neek lo apostrofano i compagni, un incrocio tra uno sfigato e un secchione. E infatti Ted non ha amici, nonostante abbia una famiglia unita che lo ama e lo protegge, Ted sa tutto su cicloni e uragani ma non è in grado di decifrare un sorriso o uno sguardo e quando è agitato le sue mani iniziano a "sfarfallare" in aria. Eppure, solo quel suo sistema operativo così particolare, sarà in grado di risolvere il mistero della scomparsa di Salim.

Con uno stile spigliato e ironico e con una trama intrigante che occhieggia al mistery, Siobhan Dowd affronta temi importanti quali la disabilità, i rapporti familiari e la multicultura. Un romanzo che guarda ai giovani ma che conquista anche gli adulti grazie ai suoi personaggi. In particolare sono rimasta affascinata dalla figura di Ted e dal modo con cui la Dowd è riuscita ad affrontare un argomento spinoso quale l'autismo con ironia e disincanto... perché in fondo la chiave di lettura del mondo non è mai una sola. E allora sarà proprio Ted a dipanare la matassa che gli adulti non riescono a sciogliere e, novello Sherlock Holmes, si adopererà per risolvere il mistero assieme alla scafatissima Kat.
Ed è proprio lei l'altro personaggio di punta del romanzo. Spigliata, irriverente, è la classica adolescente che si vede già adulta, che si sente costretta e avviluppata dai bisogni del fratello, quel fratello che ama e detesta allo stesso tempo: La mamma dice che abbiamo un rapporto di amore-odio. Dice che quando ero appena nato e Kat aveva due anni, un giorno l'ha vista chinata sulla mia carrozzina mentre mi ricopriva di baci su tutta la faccia. È probabile che io abbia reagito, perché quello che Kat ha fatto appena dopo è stato prendere la spazzola per capelli e colpirmi in testa. La mamma ha dovuto trasinarla via per impedirle di uccidermi. 

E poi c'è Salim, l'incognita, il ragazzo dalla pelle color caramello, anche lui un "diverso" a modo suo perché di sangue misto. Che fine ha fatto? Cosa è successo durante quel giro sulla ruota panoramica? Il romanzo procede ritmato e non ha importanza che il finale sia intuibile, che il lato mistery non disegni un cerchio perfetto, come il London Eye nel cielo di Londra, perché a catturare il lettore e la sottoscritta sono i pensieri, le teorie strampalate le piccole grandi avventure del detective Ted: Salim mi ha guardato. «Sei davvero un neek, Ted. Solo che non ha niente a che fare con secchioni e sfigati. È l'abbreviazione di u-neek-o. Perché sei davvero unico». Quattro pantofole.

Di seguito vi lascio tutte le info sul volume, uscito per uovonero edizioni nel dicembre del 2011:

SIOBHAN DOWD

Il mistero del London Eye
(Titolo originale: The London Eye Mistery)
editore: uovonero pagine: 256 EAN: 9788896918098 
brossura: € 14,00; acquistalo su: Giunti al Punto 

Io e mia sorella Kat abbiamo portato nostro cugino Salim al London Eye, la grande ruota panoramica di Londra, perché non c'era mai stato. Lunedì 24 maggio alle 11.32 lo abbiamo visto salire. Lunedì 24 maggio alle 12.02 la sua capsula ha finito il giro, le porte si sono aperte e tutte le persone sono uscite. Tranne Salim, che si è volatilizzato.
Sul cervello di Ted gira un sistema operativo diverso da quello delle altre persone. Non riconosce le espressioni sui volti degli altri, sfarfalla le mani, non capisce le metafore, ma sa tutto sulla meteorologia. Insieme alla sorella Kat indaga sulla misteriosa scomparsa del cugino Salim, che nemmeno la polizia riesce a spiegare.
Un libro appassionante e ricco d'ironia, ma anche profondo e commovente, con personaggi indimenticabili.

CHI ERA SIOBHAN DOWD (1960-2007):
è stata una scrittrice inglese di origini irlandesi. Come attivista del Pen Club International, si è battuta contro la censura nei confronti degli scrittori in numerosi paesi del mondo. 
Oltre a Il mistero del London Eye, uovonero ha pubblicato La bambina dimenticata dal tempo (vincitore della prestigiosa Carnegie Medal 2009, unico caso di attribuzione postuma nella storia del premio) e Crystal della strada (2014). Poco prima della morte ha creato una fondazione che porta il suo nome, The Siobhan Dowd Trust, che lavora per consentire l'accesso alla lettura a bambini svantaggiati. Tutti i diritti d'autore dei suoi libri, sono destinati alle attività della fondazione. Per saperne di più: www.siobhandowdtrust.com

C'è un album dei Dream Theater (Six Degrees of Inner Turbulence, 2002) che contiene un pezzo (la title-track) di ben 42 minuti, una suite divisa in otto tracce. La sesta, dal titolo Solitary Shell, affronta il tema di un uomo che tende a isolarsi dal mondo. E c'è una frase, nel brano, che non ho potuto fare a meno di associare a Ted (He would daydream in and out of his own world... But in every other way he was fine...) E adesso ce l'andiamo ad ascoltare:

4 commenti:

  1. Sembra molto bello, voglio leggerlo ;)

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    1. LadyCooman è molto carino, Siobhan Dowd è stata una bella scoperta!

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  2. La trama mi ispira, non ho mai letto nulla di quest'autrice ma ho in wishlist "Sette minuti dopo la mezzanotte" che la vede come co-autrice insieme a Patrick Ness (che se non sbaglio ha continuato l'opera di Siobhan Down rimasta in sospeso).

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    1. Ciao Little Pigo anche io non ho letto altri romanzi della Dowd ma ho proprio voglia di recuperare! Ho intenzione di procurarmi Sette minuti dopo la mezzanotte, proprio come te e La bambina dimenticata dal tempo con cui ha vinto la Carnegie Medal nel 2009.

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