Chiusi gli occhi. Soltanto a me, Katharine Tulman, poteva accadere di scappare per terra e per mare per nascondere non a uno, ma addirittura a due governi, uno zio creduto morto, per poi finire ad abitare di fianco a una delle pettegole più sfacciate di tutto il continente. Davvero non sapevo di cosa stupirmi. Poi mi venne in mente mio zio. Raccolsi le gonne, mi affrettai ad attraversare l'atrio vuoto e corsi su per le scale.
(Sharon Cameron,
L'invenzione dei desideri)
L'invenzione dei desideri)
Buonasera lettori in pantofole! Eccomi con la prima recensione dell'anno anche se, a dire il vero, ho terminato di leggere L'invenzione dei desideri poco prima delle feste natalizie. Ultimo episodio della duologia di Sharon Cameron (The Dark Unwinding), questo romanzo per ragazzi ha mantenuto le promesse e si è rivelato una lettura davvero piacevole. Ma come sempre partiamo dalla storia o meglio da dove eravamo rimasti ^^ (se qualcuno avesse bisogno di rinfrescarsi la memoria qui trovate la recensione a La fabbrica delle meraviglie):




