«Ma, così facendo, non finiremo per isolarci troppo? Se non riusciremo a convincere nessuno, nemmeno una singola persona, e se nessuno si interesserà alla nostra tomba, allora noi non potremo far altro che voltarci in continuazione e dirigerci verso un luogo sempre più lontano, senza nemmeno sapere esattamente qual è la meta. Saremo condannati a vivere tutta la vita in lande desolate, limitandoci a guardare le pecore e gli astri...»
(Bae Suah, Notti invisibili, giorni sconosciuti)

Buon pomeriggio, lettori in pantofole! Eccomi di ritorno con una nuova recensione. Vi avevo già anticipato nel precedente post il desiderio di parlarvi di Notti invisibili, giorni sconosciuti di Bae Suah. Perché? Perché sicuramente tra tutte le letture del 2020 il romanzo della Suah si è dimostrato il più originale, il più strano, il libro rompicapo per eccellenza. Un romanzo che mi ha dato la possibilità di partecipare a un interessantissimo GDL, quello della #confraternitadeilettori, che fa parlare di sé insomma ma che soprattutto si è dimostrato diverso da qualsiasi cosa avessi letto in precedenza...
