domenica 5 novembre 2017

La ferrovia sotterranea


Le scale conducevano a una piccola banchina. Alle due estremità si aprivano le bocche nere del gigantesco tunnel. Doveva essere alto sei metri, con le pareti rivestite di pietre chiare e scure a motivi alternanti. Pensare all'operosità che aveva reso possibile un simile progetto! Cora e Caesar notarono i binari. Due rotaie di acciaio correvano per tutta la lunghezza visibile del tunnel, fissate a terra da traversine di legno. L'acciaio correva presumibilmente verso sud e verso nord, sgorgando da una qualche fonte impensabile e sfrecciando  verso un miracoloso capolinea.    
(Colson Whitehead, La ferrovia sotterranea)


Buona domenica lettori in pantofole! Eccomi finalmente di ritorno su queste pagine. Chi mi segue su Instagram forse sa già che in questo periodo sono impegnata per una serie di trasferte lavorative e di conseguenza i post languono ^^ Ma il risvolto positivo è che sul treno ho la possibilità di leggere moltissimo. Così oggi vi lascio il mio pensiero su un romanzo che tra l'altro con i treni ha non poco a che fare ;-) 
Mi sono avvicinata a La ferrovia sotterranea grazie a un articolo de La Lettura che mi aveva incuriosita e affascinata. Gli Stati Uniti, la piaga della schiavitù, una fantomatica ferrovia del sottosuolo, un viaggio epico e un romanzo vincitore del Premio Pulitzer e del National Book Award... insomma non potevo proprio lasciarmi scappare il nuovo lavoro di Colson Whitehead.


Georgia, prima metà dell'Ottocento: la giovane Cora non ha mai messo il naso fuori dalla piantagione in cui è nata e cresciuta. Del resto per uno schiavo di colore il mondo inizia e finisce intorno ai campi di cotone, una vita difficile fatta di soprusi e violenze. Eppure qualcuno è riuscito a conquistarsi la libertà, qualcuno come Mabel, che in una notte di tanti anni prima è fuggita lasciando dietro di sé la figlioletta di pochi anni. E adesso, dopo l'ennesima notte di violenza e follia, Cora ha deciso di seguire le orme di quella donna, le orme di sua madre che per salvare se stessa non ha esitato ad abbandonarla. Ma questa volta Cora non è sola, assieme a lei c'è Caesar e davanti a loro il miraggio miracoloso della ferrovia sotterranea. Attraverso quest'arteria misteriosa, inizia il loro grande viaggio verso Nord e verso la libertà. Un viaggio costellato di difficoltà, soprusi, prevaricazioni ma anche solidarietà e speranza. Un viaggio attraverso gli Stati Uniti e le pagine più oscure della sua storia...

IL MIO PENSIERO

Se volete vedere com'è fatto davvero questo paese, io lo dico sempre, dovete prendere il treno. Mentre andate a tutta velocità guardate fuori, e vedrete il vero volto dell'America.
Ma ciò che vede Cora, attraverso il vagone in cui è rannicchiata, è solo oscurità. Il buio, il volto nero come la pece della persecuzione e del razzismo. Perché il treno su cui viaggia Cora, è un treno fantasma, un treno carico di speranze e sogni di libertà ma costretto a viaggiare nelle viscere della terra.
Colson Whitehead ha costruito il suo romanzo su un'invenzione geniale. Partendo dalla storia, da quella rete di illuminati che nella prima metà dell'Ottocento aiutava gli schiavi fuggiti dalle piantagioni a raggiungere il nord del paese, la cosiddetta "ferrovia sotterranea", ha immaginato una ferrovia clandestina, che, costruita nel sottosuolo dagli abolizionisti, attraversa tutto quanto il paese. 
Ma se il mezzo di locomozione è il frutto di una brillante invenzione fantastica, non è così per il viaggio, che è testimonianza vera e profonda della piaga brutale e purulenta del razzismo. Perché nel Regno del Cotone, lo schiavo era davvero considerato alla stregua di un oggetto, una proprietà di cui si poteva disporre senza limiti: se una cosa sai tenertela stretta, è tua. La tua terra, il tuo schiavo o il tuo continente. L'imperativo americano. 

È per sottrarsi a questo destino che Cora intraprende il suo viaggio, un viaggio epico che la porterà ad attraversare buona parte degli Stati Uniti dalla Georgia alla Carolina del Sud, dalla Carolina del Nord al Tennessee su fino in Indiana e nell'Illinois. E così il lettore segue questo personaggio straordinario, perché Cora è forte, coraggiosa a tratti spietata, trattenendo il respiro a ogni incontro, a ogni nuovo ostacolo, a ogni nuova rinuncia. Ecco, il grande pregio di questo romanzo è il ritmo, la narrazione corre davvero come sui binari di un treno. La ferrovia sotterranea conta 376 pagine ma non me ne sono neanche accorta. Non riuscivo a staccarmene, troppo presa dagli eventi, dai personaggi e dalle storie che costellano il cammino di Cora. C'è Caesar che per primo dà il via a questo lungo e difficile viaggio, c'è il capostazione Lumbly, il terribile cacciatore di schiavi Ridgeway, gli spietati fratelli Randall, c'è la tenuta dei Valentine dove gli schiavi liberati assaggiano per la prima volta un brandello di libertà e ci sono figure femminili straordinarie come la vecchia Ajarry e Mabel.
E, infine, l'altro grande personaggio, la ferrovia sotterranea, che assume contorni e sfumature diversi a ogni tappa, a ogni nuova stazione. Cosa ci sarà oltre quelle scalette che salgono in superficie, oppressione o libertà? L'incognita è sempre in agguato: La ferrovia sotterranea è più grande delle persone che ci lavorano: comprende anche tutti voi. Le piccole diramazioni, le grosse direttrici. Abbiamo le locomotive più all'avanguardia e quelle antiquate, e abbiamo carrelli a mano come quello che hai visto. La ferrovia arriva dappertutto, in posti che conosciamo e altri che non conosciamo. C'è questo tunnel qui, proprio sotto di noi, e nessuno sa dove porta. Se continuiamo a tenere in funzione la ferrovia, e nessuno di noi arriva a capirlo, magari potresti capirlo tu.  
Cinque pantofoleColson Whitehead mi ha rapito il cuore, con un romanzo spietato, violento, toccante che mi ha tenuta avvinta a sé fino all'ultima pagina. Una lettura decisamente avvincente che affonda le sue radici nelle pagine più oscure della storia americana.

Di seguito vi lascio tutti i dati del volume uscito per edizioni Sur lo scorso settembre:

COLSON WHITEHEAD

La ferrovia sotterranea
(titolo originale: The Underground Railroad)
editore: edizioni Surpagine: 376; EAN: 9788869980879
data di pubblicazione: 25 settembre 2017
brossura: € 20.00; eBook: € 12.99; acquistalo su: Giunti al Punto

Nella Georgia della prima metà dell’Ottocento, la giovane schiava nera Cora decide di tentare la fuga dalla piantagione di cotone in cui vive in condizioni disumane, e insieme all’amico Caesar comincia un arduo viaggio verso il Nord e la libertà. Servendosi di una misteriosa ferrovia sotterranea, Cora fa tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza?
Grazie alla brillante invenzione fantastica di una «ferrovia sotterranea», Colson Whitehead dà forma concreta all’e­spressione con cui si indica, nella storia degli Stati Uniti, la rete clandestina di abolizionisti che aiutavano gli schiavi nella loro fuga. Con questo romanzo offre una testimonianza scioccante – e politicamente consapevole – dell’eterna brutalità del razzismo, e al tempo stesso dà vita a un’appassionante storia d’avventura che per ritmo e colpi di scena ricorda i western pulp di Quentin Tarantino, e che ha al centro una moderna e tenacissima eroina femminile. Unica opera degli ultimi vent’anni a vincere sia il National Book Award che il Premio Pulitzer, La ferrovia sotterranea è già destinata a diventare un classico.

CHI È COLSON WHITEHEAD:
(New York, 1969) è autore di altri sette libri, fra opere di narrativa e saggistica. I romanzi John Henry Festival (finalista al Premio Pulitzer nel 2002) e Apex nasconde il dolore verranno ripubblicati nel 2018 nella collana BIG SUR. In Italia sono anche usciti L’intuizionista, Il colosso di New York e Sag Harbor per Mondadori, Zona Uno e La nobile arte del bluff per Einaudi.


E chiudo, ovviamente con la musica. C'è un passo del romanzo in cui a Cora viene svelato lo spettacolo raccapricciante del "Sentiero della Libertà": una strada di campagna fiancheggiata su entrambi i lati da alberi a cui venivano appesi i corpi martoriati degli schiavi che tentavano la fuga. Non ho potuto fare a meno di pensare a Strange Fruit  di Billie Holiday (1939) che mette in musica con la sua splendida voce proprio la triste immagine di quegli "strani frutti"...

2 commenti:

  1. Ciao... lo aggiungo alla mia lista :)

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  2. Sento parlare di questo libro da mesi, da Buzzfeed books! Ce l'avevo in wishlist ma non avevo idea che sarebbe arrivato tradotto fino a qui.
    Ottime notizie!

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